Sarà preceduto da un ’invito all’ascoltò da parte di Francesco Totti, l’atteso concerto di beneficenza per l’Abruzzo che Andrea Bocelli terrà stasera a partire dalle 21.30 all’interno del Colosseo.Oltre agli spettatori, che potranno assistere dal vivo all’evento all’interno dell’Anfiteatro Flavio perché acquirenti dei biglietti-benefici da 1.000 euro, disponibili in numero limitato per ovvi motivi di capienza del luogo simbolo della capitale eccezionalmente concesso per l’evento, la serata arriverà in tutto il mondo grazie alla diretta di Raiuno, Radio1 e Radio Italia e alla trasmissione all’estero di Rai Italia.
Il concerto-evento del tenore italiano più amato nel mondo, organizzato e prodotto dalla Four One Music & Events (la stessa che nel 2003 portò Paul McCartney all’interno del Colosseo), con il patrocinio del Comune di Roma e della Soprintendenza del Ministero dei Beni Culturali si intitolerà «L’alba separa dalla luce l’ombra - Andrea Bocelli al Colosseo». Un titolo che prende spunto dalla seconda de «Le quattro canzoni d’Amaranta» scritte da Gabriele D’Annunzio e musicate da Francesco Paolo Tosti, che ripercorrono le antinomie tra il giorno e la notte, tra la vita e la morte: un inno alla vita e alla voglia di rinascere, che assume un particolare ed evocativo valore di solidarietà e speranza per le vittime del terremoto abruzzese.
Ad accompagnare Bocelli sul palco del Colosseo ci sarà, infatti, l’Orchestra Sinfonica della Regione Abruzzo la cui sede oggi non esiste più. E il ricavato dell’evento sarà devoluto al Ministero dei Beni Culturali per la ricostruzione del Conservatorio de l’Aquila. A dirigere l’Orchestra sarà il maestro Marcello Rota, che accompagnerà Bocelli nell’esecuzione di pagine accuratamente scelte nell’ambito del suo vasto repertorio: grandi romanze popolari alternate ad arie sacre rese celebri dai grandi tenori del passato.
A presentare il concerto su Raiuno sarà Milly Carlucci mentre la regia sarà affidata a Maurizio Pagnussat. Guest star della serata, il celebre soprano Angela Gheorghiu che duetterà con Andrea Bocelli in tre diversi momenti. Il Coro Lirico e Sinfonico Romano accompagnerà Bocelli in alcune delle più popolari liriche del nostro panorama musicale, con omaggi alla grande tradizione operistica italiana ed internazionale: da “Mattinata” di Leoncavallo a “Non ti scordar di me” di De Curtis, da “Panis Angelicus” di Frank a “Mamma” di Bixio, il tenore intonerà 14 brani di grandissimo impatto artistico da una delle location più suggestive al mondo.
Alla serata sono attese moltissime autorità e esponenti del mondo della cultura e dello spettacolo. I biglietti per assistere dal vivo a quello che si annuncia un vero e proprio evento sono in prevendita sul sito degli organizzatori del concerto (www.fourone. it) ma anche al botteghino allestito presso il Colosseo.
lunedì 25 maggio 2009
venerdì 15 maggio 2009
Il ritorno di "LIGABUE"
Il 5 giugno uscirà “Sette notti in Arena” (Warner Music), il cd-dvd live di Luciano Ligabue con l’orchestra dell’Arena di Verona. Il progetto raccoglie tutte le canzoni in cui era coinvolta l’orchestra durante i concerti dello scorso anno che hanno visto la presenza di oltre 90mila persone.
Dopo il successo di pubblico e di critica delle sette date sold out del 2008, il rocker di Correggio tornerà anche quest’anno all’Arena di Verona. Lo farà dal 24 settembre con una serie di concerti che segna il suo ritorno sulle scene live (prevendite già aperte), unico appuntamento dal vivo in Italia nel 2009.
Anche quest’anno a canzoni in cui Ligabue si esibirà da solo con l’orchestra, se ne alterneranno altre in cui il rocker si esibirà accompagnato dalla sua band, fino alla fusione di band e orchestra. La band che accompagnerà Ligabue nella cornice dell’Arena di Verona è composta da Federico Poggipollini (chitarra), Niccolò Bossini (chitarra), José Fiorilli (tastiere), Luciano Luisi (tastiere e programmazioni), Michael Urbano (batteria), Kaveh Rastegar (basso).
Intanto Ligabue, dopo il fortunato tour europeo che lo ha visto protagonista lo scorso anno, torna a suonare in Europa toccando alcune capitali europee: il 23 maggio a Barcellona, il 25 a Londra, il 28 a Amsterdan e il 30 a Parigi.
martedì 5 maggio 2009
Artisti che crescono...UNDERDOG
Inquietante. E pure scandaloso: come si fa a prendere il Jazz e trattarlo in questo modo? Si può mica strapazzarlo, contaminarlo e irriderlo con queste voci che si rincorrono? Si fa, si può. L'ha fatto questa band romana che risponde al nome di Underdog.
«Keine psychotherapie rappresenta il punto d'arrivo e di partenza per il gruppo, dopo un lungo periodo di attività live – già a partire dal 2004 – e di consensi acquisiti vincendo diversi festival. L'ultimo è il Vustock in Sabina, nel 2007»
Le canzoni:
1- circus
2- like people
3- satellite
4- spectra
5- mr condom
6- prendi 5
7- b-like
8- doppel personlicheit
9- relax
10- ----
11- zighididì
Questo cd lascia davvero stupiti, magari non piace subito perché è complesso, perché canzoni così non andranno mai bene a Sanremo, ma va bene così. E' un lavoro di musicisti che conoscono bene i loro strumenti, corde vocali comprese, e che non hanno alcun bisogno di scopiazzare qua e là. Da ascoltare.
L'album è disponibile in tutti i negozi già dai primi giorni di marzo – come al solito siamo sempre in ritardo – E' nato dalla collaborazione dell'etichetta capitolina Altipiani, insieme alla neonata MarteLabel.
«Ogni canzone è un quadro fatto di strati, di ombre ispirate da stati d'animo ed umori diversi che si combinano insieme. Le immagini descritte sono forti, provocatorie e a tratti grottesche. E' il caso di Circus, dove un pagliaccio disoccupato è troppo grasso per essere divertente».
Gli Underdog sono:
Barbara Wisniewska, voce
Diego Pandiscia, voce e basso
Giuseppe Trastulli, pianoforte
Francesco Cipriani, chitarra e “giocattoli”
Alberto Vidmar, trombone
Michele Di Maio, violino
Fabio Mascelli, batteria
«Keine psychotherapie rappresenta il punto d'arrivo e di partenza per il gruppo, dopo un lungo periodo di attività live – già a partire dal 2004 – e di consensi acquisiti vincendo diversi festival. L'ultimo è il Vustock in Sabina, nel 2007»
Le canzoni:
1- circus
2- like people
3- satellite
4- spectra
5- mr condom
6- prendi 5
7- b-like
8- doppel personlicheit
9- relax
10- ----
11- zighididì
Questo cd lascia davvero stupiti, magari non piace subito perché è complesso, perché canzoni così non andranno mai bene a Sanremo, ma va bene così. E' un lavoro di musicisti che conoscono bene i loro strumenti, corde vocali comprese, e che non hanno alcun bisogno di scopiazzare qua e là. Da ascoltare.
L'album è disponibile in tutti i negozi già dai primi giorni di marzo – come al solito siamo sempre in ritardo – E' nato dalla collaborazione dell'etichetta capitolina Altipiani, insieme alla neonata MarteLabel.
«Ogni canzone è un quadro fatto di strati, di ombre ispirate da stati d'animo ed umori diversi che si combinano insieme. Le immagini descritte sono forti, provocatorie e a tratti grottesche. E' il caso di Circus, dove un pagliaccio disoccupato è troppo grasso per essere divertente».
Gli Underdog sono:
Barbara Wisniewska, voce
Diego Pandiscia, voce e basso
Giuseppe Trastulli, pianoforte
Francesco Cipriani, chitarra e “giocattoli”
Alberto Vidmar, trombone
Michele Di Maio, violino
Fabio Mascelli, batteria
sabato 25 aprile 2009
La Musica e' sempre piu' Digitale
Decine di nuovi modelli per distribuire, scoprire ed ascoltare musica. La promozione e il marketing nell’era del social networking. Youtube, Myspace, Twitter e Facebook sono ormai i nuovi canali dell’industria musicale per entrare in contatto con i consumatori del Web 2.0.
Questi i protagonisti della versione italiana del Digital Music Report 2009 presentato da Fimi ieri a Roma, in occasione del convegno «Diritto di Rete» organizzato da Altroconsumo su Internet, diritto d’autore e libertà d’informazione in rete.
«Molti ritengono ancora che le case discografiche si muovano controcorrente nell’era digitale, in realtà l’innovazione e le tecnologie più avanzate sono ormai parte integrante del mercato discografico e delle competenze aziendali» ha dichiarato Enzo Mazza, presidente della Fimi.
Un mercato, quello digitale, che nel 2008 a livello mondiale, ha generato un fatturato pari a 3,7 miliardi di dollari, crescendo del 25%. Lo scorso anno sono stati 1,4 miliardi i brani scaricati attraverso la rete ed oggi le nuove piattaforme digitali ricoprono il 20% di tutto il mercato discografico mondiale, un dato notevole se confrontato con il 4% del cinema e dell’editoria.
Ormai il lancio di un nuovo album prevede una stretta integrazione tra tutti i media con particolare attenzione ai fenomeni legati al social networking. «Molte aziende di tecnologia si stanno avvicinando alla musica perchè hanno compreso che è un elemento fondamentale per favorire il business e le case discografiche hanno accordi di licenza sempre più flessibili che consentono di mettere a punto modelli di offerta che si adattano alle esigenze dei consumatori» ha concluso il Presidente Enzo Mazza.
La tendenza è confermata anche dai dati dell’International Federation of the Phonographic Industry (Ifpi), organismo che rappresenta l’industria discografica nel mondo. Le vendite globali di musica sono calate di oltre l’8% e la performance peggiore spetta a format fisici come cd e vinili, con un calo mondiale del 15% e del 31% negli Stati Uniti.
Al contrario, le vendite di format digitali, come mp3 e suonerie, sono cresciute del 24%, anche ciò non è bastato per contrastare la caduta libera del mercato. Questa è in parte dovuta ai prezzi di favore dei downloads, ma anche al fatto che i consumatori tendono a non comprare un intero album online.
Secondo i dati diffusi dall’Official Charts Company all’inizio dell’anno, solo 10,3 milioni di album sono stati scaricati in Gran Bretagna l’anno scorso, in confronto a 110,3 milioni di single o track inviduali. A giocare un ruolo importante nel declino delle vendite del settore, anche la prevalenza di musica piratata su Internet.
Questi i protagonisti della versione italiana del Digital Music Report 2009 presentato da Fimi ieri a Roma, in occasione del convegno «Diritto di Rete» organizzato da Altroconsumo su Internet, diritto d’autore e libertà d’informazione in rete.
«Molti ritengono ancora che le case discografiche si muovano controcorrente nell’era digitale, in realtà l’innovazione e le tecnologie più avanzate sono ormai parte integrante del mercato discografico e delle competenze aziendali» ha dichiarato Enzo Mazza, presidente della Fimi.
Un mercato, quello digitale, che nel 2008 a livello mondiale, ha generato un fatturato pari a 3,7 miliardi di dollari, crescendo del 25%. Lo scorso anno sono stati 1,4 miliardi i brani scaricati attraverso la rete ed oggi le nuove piattaforme digitali ricoprono il 20% di tutto il mercato discografico mondiale, un dato notevole se confrontato con il 4% del cinema e dell’editoria.
Ormai il lancio di un nuovo album prevede una stretta integrazione tra tutti i media con particolare attenzione ai fenomeni legati al social networking. «Molte aziende di tecnologia si stanno avvicinando alla musica perchè hanno compreso che è un elemento fondamentale per favorire il business e le case discografiche hanno accordi di licenza sempre più flessibili che consentono di mettere a punto modelli di offerta che si adattano alle esigenze dei consumatori» ha concluso il Presidente Enzo Mazza.
La tendenza è confermata anche dai dati dell’International Federation of the Phonographic Industry (Ifpi), organismo che rappresenta l’industria discografica nel mondo. Le vendite globali di musica sono calate di oltre l’8% e la performance peggiore spetta a format fisici come cd e vinili, con un calo mondiale del 15% e del 31% negli Stati Uniti.
Al contrario, le vendite di format digitali, come mp3 e suonerie, sono cresciute del 24%, anche ciò non è bastato per contrastare la caduta libera del mercato. Questa è in parte dovuta ai prezzi di favore dei downloads, ma anche al fatto che i consumatori tendono a non comprare un intero album online.
Secondo i dati diffusi dall’Official Charts Company all’inizio dell’anno, solo 10,3 milioni di album sono stati scaricati in Gran Bretagna l’anno scorso, in confronto a 110,3 milioni di single o track inviduali. A giocare un ruolo importante nel declino delle vendite del settore, anche la prevalenza di musica piratata su Internet.
mercoledì 15 aprile 2009
Buddha Bar......funziona
Ormai la compilation del Buddha Bar è ciò che di più globale si possa trovare nel business musicale. Nata da un’idea del proprietario del Buddha Bar cafè (nome originario del locale aperto da Richard Visan a Parigi circa 15 anni fa), l’«etnocompilation» inventata dal bolso e intelligentissimo dj Claude Challe prima, e dal giovane allievo e talento Ravin oggi, è un must-have del popolo «lounge oriented». Con il tempo il locale da dove tutto è partito non è più il faro per gli amanti del genere; tuttavia «business is business» e il successo ottenuto dal marchio e da tutto quello che Mr. Visan (ben coadiuvato dal figlio Richard) ci ha costruito intorno ha prodotto milioni di euro.
I tanti cloni (esportati a Dubai, Beirut, Cairo, Londra, Jakarta, San Paolo, Dublino, Praga) e i fratellini minori o maggiori chiamati Barrio Latino, Barlotti, Barfly, Karma Cafè, Sanctuary, Siddartha Cafè viaggiano con le loro gambe. Però se in tanti hanno provato a copiare il Buddha Bar (un po’ come la Settimana enigmistica ), nessuno è ancora compiutamente riuscito nell’impresa. Ora esce l’undicesima avventura firmata Ravin e dedicata alla capitale ucraina, Kiev, dove Ravin ha inaugurato l’ennesimo Buddha. Per festeggiare, un doppio cd, il primo più smooth e ambient come al solito e, come tradizione, il secondo più «dance oriented» e fresco nelle intenzioni. Tantissimi i pezzi sui quali potremmo soffermarci, ma ascoltate almeno My danjer o Piano Dream di dj A. Vale la pena, anche senza andare a Kiev.
I tanti cloni (esportati a Dubai, Beirut, Cairo, Londra, Jakarta, San Paolo, Dublino, Praga) e i fratellini minori o maggiori chiamati Barrio Latino, Barlotti, Barfly, Karma Cafè, Sanctuary, Siddartha Cafè viaggiano con le loro gambe. Però se in tanti hanno provato a copiare il Buddha Bar (un po’ come la Settimana enigmistica ), nessuno è ancora compiutamente riuscito nell’impresa. Ora esce l’undicesima avventura firmata Ravin e dedicata alla capitale ucraina, Kiev, dove Ravin ha inaugurato l’ennesimo Buddha. Per festeggiare, un doppio cd, il primo più smooth e ambient come al solito e, come tradizione, il secondo più «dance oriented» e fresco nelle intenzioni. Tantissimi i pezzi sui quali potremmo soffermarci, ma ascoltate almeno My danjer o Piano Dream di dj A. Vale la pena, anche senza andare a Kiev.
giovedì 9 aprile 2009
EROS..."Ali e Radici"
Il 22 maggio uscirà in tutto il mondo «Ali e Radici», pubblicato da Rca/Sony Music, il nuovo disco di inediti di Eros Ramazzotti, anticipato dal brano «Parla con me», primo singolo estratto dall’album, in radio dal 24 aprile.
Eros ha da poco terminato a Los Angeles la registrazione delle 11 tracce che fanno parte del suo undicesimo album di inediti, a quattro anni dall’ultimo, «Calma apparente», e a due anni dal best of «E2» (10 dischi di platino e disco italiano più venduto nel 2007). «Ali e Radici» si apre con una travolgente canzone intitolata «Appunti e noto» e da qui l’inconfondibile voce di Eros scorre da assoluta protagonista lungo tutte le 11 canzoni. Nel disco, infatti, non sono presenti duetti.
Prodotto da Eros con Claudio Guidetti (6 brani sono co-prodotti con Michele Canova), con testi a firma di Eros e Adelio Cogliati e musiche a firma di Eros e Claudio Guidetti, «Ali e Radici» vanta una copertina e un booklet di 64 pagine da veri collezionisti. Eros è infatti stato ritratto da Bruce Weber, indiscusso maestro della fotografia contemporanea.
In 25 anni Eros ha pubblicato 15 album e venduto in tutto il mondo oltre 50 milioni di dischi. Alla pubblicazione di «Ali e Radici» seguira un tour mondiale che partirà dall’Italia e avrà inizio nel mese di ottobre.
giovedì 2 aprile 2009
1 Maggio......VASCO in concerto
«Caro Primo Maggio, sono felice di partecipare anch’io quest’anno alla festa. Per me è un ’ritornò. Sono passati 10 anni da quando mi accogliesti tra le tue braccia rock. Ne è passata di acqua sotto i ponti. Per me è andata sempre bene e torno con riconoscenza. Peccato che per il nostro paese non si possa dire altrettanto».
Così inizia il messaggio che Vasco Rossi, star del concerto del Primo Maggio organizzato dei tre sindacati confederati, ha indirizzato idealmente alla manifestazione che da tanti anni è un appuntamento fisso per i giovani di tutta Italia in occasione della “festa dei lavoratori”.
«Non vedo un bel clima in giro - scrive il rocker di Zocca -. La crisi economica e, soprattutto, la difficoltà per molti di arrivare a fine mese. Ma anche le conquiste di libertà e convivenza civili, faticosamente raggiunte negli ultimi decenni, rimesse in discussione, addirittura a rischio di annullamento. Non tira una bella aria e non è certo il mondo che vorrei. Non mi occupo di politica e “governare” tra l’altro è un termine che non ho mai gradito.
Tu sai quanta importanza hanno per me le parole. Si dovrebbe dire “amministrare”. Sarebbe più corretto. Dalle mie parti “governare” s’intende accudire gli animali. Ma “noi” siamo qui per portarti un po’ di gioia. Questo, per me, è il momento della solidarietà - conclude Vasco Rossi -. Vorrei restituire un po’ di quello che ho ricevuto. Sarà una splendida giornata».
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