Inquietante. E pure scandaloso: come si fa a prendere il Jazz e trattarlo in questo modo? Si può mica strapazzarlo, contaminarlo e irriderlo con queste voci che si rincorrono? Si fa, si può. L'ha fatto questa band romana che risponde al nome di Underdog.
«Keine psychotherapie rappresenta il punto d'arrivo e di partenza per il gruppo, dopo un lungo periodo di attività live – già a partire dal 2004 – e di consensi acquisiti vincendo diversi festival. L'ultimo è il Vustock in Sabina, nel 2007»
Le canzoni:
1- circus
2- like people
3- satellite
4- spectra
5- mr condom
6- prendi 5
7- b-like
8- doppel personlicheit
9- relax
10- ----
11- zighididì
Questo cd lascia davvero stupiti, magari non piace subito perché è complesso, perché canzoni così non andranno mai bene a Sanremo, ma va bene così. E' un lavoro di musicisti che conoscono bene i loro strumenti, corde vocali comprese, e che non hanno alcun bisogno di scopiazzare qua e là. Da ascoltare.
L'album è disponibile in tutti i negozi già dai primi giorni di marzo – come al solito siamo sempre in ritardo – E' nato dalla collaborazione dell'etichetta capitolina Altipiani, insieme alla neonata MarteLabel.
«Ogni canzone è un quadro fatto di strati, di ombre ispirate da stati d'animo ed umori diversi che si combinano insieme. Le immagini descritte sono forti, provocatorie e a tratti grottesche. E' il caso di Circus, dove un pagliaccio disoccupato è troppo grasso per essere divertente».
Gli Underdog sono:
Barbara Wisniewska, voce
Diego Pandiscia, voce e basso
Giuseppe Trastulli, pianoforte
Francesco Cipriani, chitarra e “giocattoli”
Alberto Vidmar, trombone
Michele Di Maio, violino
Fabio Mascelli, batteria
martedì 5 maggio 2009
sabato 25 aprile 2009
La Musica e' sempre piu' Digitale
Decine di nuovi modelli per distribuire, scoprire ed ascoltare musica. La promozione e il marketing nell’era del social networking. Youtube, Myspace, Twitter e Facebook sono ormai i nuovi canali dell’industria musicale per entrare in contatto con i consumatori del Web 2.0.
Questi i protagonisti della versione italiana del Digital Music Report 2009 presentato da Fimi ieri a Roma, in occasione del convegno «Diritto di Rete» organizzato da Altroconsumo su Internet, diritto d’autore e libertà d’informazione in rete.
«Molti ritengono ancora che le case discografiche si muovano controcorrente nell’era digitale, in realtà l’innovazione e le tecnologie più avanzate sono ormai parte integrante del mercato discografico e delle competenze aziendali» ha dichiarato Enzo Mazza, presidente della Fimi.
Un mercato, quello digitale, che nel 2008 a livello mondiale, ha generato un fatturato pari a 3,7 miliardi di dollari, crescendo del 25%. Lo scorso anno sono stati 1,4 miliardi i brani scaricati attraverso la rete ed oggi le nuove piattaforme digitali ricoprono il 20% di tutto il mercato discografico mondiale, un dato notevole se confrontato con il 4% del cinema e dell’editoria.
Ormai il lancio di un nuovo album prevede una stretta integrazione tra tutti i media con particolare attenzione ai fenomeni legati al social networking. «Molte aziende di tecnologia si stanno avvicinando alla musica perchè hanno compreso che è un elemento fondamentale per favorire il business e le case discografiche hanno accordi di licenza sempre più flessibili che consentono di mettere a punto modelli di offerta che si adattano alle esigenze dei consumatori» ha concluso il Presidente Enzo Mazza.
La tendenza è confermata anche dai dati dell’International Federation of the Phonographic Industry (Ifpi), organismo che rappresenta l’industria discografica nel mondo. Le vendite globali di musica sono calate di oltre l’8% e la performance peggiore spetta a format fisici come cd e vinili, con un calo mondiale del 15% e del 31% negli Stati Uniti.
Al contrario, le vendite di format digitali, come mp3 e suonerie, sono cresciute del 24%, anche ciò non è bastato per contrastare la caduta libera del mercato. Questa è in parte dovuta ai prezzi di favore dei downloads, ma anche al fatto che i consumatori tendono a non comprare un intero album online.
Secondo i dati diffusi dall’Official Charts Company all’inizio dell’anno, solo 10,3 milioni di album sono stati scaricati in Gran Bretagna l’anno scorso, in confronto a 110,3 milioni di single o track inviduali. A giocare un ruolo importante nel declino delle vendite del settore, anche la prevalenza di musica piratata su Internet.
Questi i protagonisti della versione italiana del Digital Music Report 2009 presentato da Fimi ieri a Roma, in occasione del convegno «Diritto di Rete» organizzato da Altroconsumo su Internet, diritto d’autore e libertà d’informazione in rete.
«Molti ritengono ancora che le case discografiche si muovano controcorrente nell’era digitale, in realtà l’innovazione e le tecnologie più avanzate sono ormai parte integrante del mercato discografico e delle competenze aziendali» ha dichiarato Enzo Mazza, presidente della Fimi.
Un mercato, quello digitale, che nel 2008 a livello mondiale, ha generato un fatturato pari a 3,7 miliardi di dollari, crescendo del 25%. Lo scorso anno sono stati 1,4 miliardi i brani scaricati attraverso la rete ed oggi le nuove piattaforme digitali ricoprono il 20% di tutto il mercato discografico mondiale, un dato notevole se confrontato con il 4% del cinema e dell’editoria.
Ormai il lancio di un nuovo album prevede una stretta integrazione tra tutti i media con particolare attenzione ai fenomeni legati al social networking. «Molte aziende di tecnologia si stanno avvicinando alla musica perchè hanno compreso che è un elemento fondamentale per favorire il business e le case discografiche hanno accordi di licenza sempre più flessibili che consentono di mettere a punto modelli di offerta che si adattano alle esigenze dei consumatori» ha concluso il Presidente Enzo Mazza.
La tendenza è confermata anche dai dati dell’International Federation of the Phonographic Industry (Ifpi), organismo che rappresenta l’industria discografica nel mondo. Le vendite globali di musica sono calate di oltre l’8% e la performance peggiore spetta a format fisici come cd e vinili, con un calo mondiale del 15% e del 31% negli Stati Uniti.
Al contrario, le vendite di format digitali, come mp3 e suonerie, sono cresciute del 24%, anche ciò non è bastato per contrastare la caduta libera del mercato. Questa è in parte dovuta ai prezzi di favore dei downloads, ma anche al fatto che i consumatori tendono a non comprare un intero album online.
Secondo i dati diffusi dall’Official Charts Company all’inizio dell’anno, solo 10,3 milioni di album sono stati scaricati in Gran Bretagna l’anno scorso, in confronto a 110,3 milioni di single o track inviduali. A giocare un ruolo importante nel declino delle vendite del settore, anche la prevalenza di musica piratata su Internet.
mercoledì 15 aprile 2009
Buddha Bar......funziona
Ormai la compilation del Buddha Bar è ciò che di più globale si possa trovare nel business musicale. Nata da un’idea del proprietario del Buddha Bar cafè (nome originario del locale aperto da Richard Visan a Parigi circa 15 anni fa), l’«etnocompilation» inventata dal bolso e intelligentissimo dj Claude Challe prima, e dal giovane allievo e talento Ravin oggi, è un must-have del popolo «lounge oriented». Con il tempo il locale da dove tutto è partito non è più il faro per gli amanti del genere; tuttavia «business is business» e il successo ottenuto dal marchio e da tutto quello che Mr. Visan (ben coadiuvato dal figlio Richard) ci ha costruito intorno ha prodotto milioni di euro.
I tanti cloni (esportati a Dubai, Beirut, Cairo, Londra, Jakarta, San Paolo, Dublino, Praga) e i fratellini minori o maggiori chiamati Barrio Latino, Barlotti, Barfly, Karma Cafè, Sanctuary, Siddartha Cafè viaggiano con le loro gambe. Però se in tanti hanno provato a copiare il Buddha Bar (un po’ come la Settimana enigmistica ), nessuno è ancora compiutamente riuscito nell’impresa. Ora esce l’undicesima avventura firmata Ravin e dedicata alla capitale ucraina, Kiev, dove Ravin ha inaugurato l’ennesimo Buddha. Per festeggiare, un doppio cd, il primo più smooth e ambient come al solito e, come tradizione, il secondo più «dance oriented» e fresco nelle intenzioni. Tantissimi i pezzi sui quali potremmo soffermarci, ma ascoltate almeno My danjer o Piano Dream di dj A. Vale la pena, anche senza andare a Kiev.
I tanti cloni (esportati a Dubai, Beirut, Cairo, Londra, Jakarta, San Paolo, Dublino, Praga) e i fratellini minori o maggiori chiamati Barrio Latino, Barlotti, Barfly, Karma Cafè, Sanctuary, Siddartha Cafè viaggiano con le loro gambe. Però se in tanti hanno provato a copiare il Buddha Bar (un po’ come la Settimana enigmistica ), nessuno è ancora compiutamente riuscito nell’impresa. Ora esce l’undicesima avventura firmata Ravin e dedicata alla capitale ucraina, Kiev, dove Ravin ha inaugurato l’ennesimo Buddha. Per festeggiare, un doppio cd, il primo più smooth e ambient come al solito e, come tradizione, il secondo più «dance oriented» e fresco nelle intenzioni. Tantissimi i pezzi sui quali potremmo soffermarci, ma ascoltate almeno My danjer o Piano Dream di dj A. Vale la pena, anche senza andare a Kiev.
giovedì 9 aprile 2009
EROS..."Ali e Radici"
Il 22 maggio uscirà in tutto il mondo «Ali e Radici», pubblicato da Rca/Sony Music, il nuovo disco di inediti di Eros Ramazzotti, anticipato dal brano «Parla con me», primo singolo estratto dall’album, in radio dal 24 aprile.
Eros ha da poco terminato a Los Angeles la registrazione delle 11 tracce che fanno parte del suo undicesimo album di inediti, a quattro anni dall’ultimo, «Calma apparente», e a due anni dal best of «E2» (10 dischi di platino e disco italiano più venduto nel 2007). «Ali e Radici» si apre con una travolgente canzone intitolata «Appunti e noto» e da qui l’inconfondibile voce di Eros scorre da assoluta protagonista lungo tutte le 11 canzoni. Nel disco, infatti, non sono presenti duetti.
Prodotto da Eros con Claudio Guidetti (6 brani sono co-prodotti con Michele Canova), con testi a firma di Eros e Adelio Cogliati e musiche a firma di Eros e Claudio Guidetti, «Ali e Radici» vanta una copertina e un booklet di 64 pagine da veri collezionisti. Eros è infatti stato ritratto da Bruce Weber, indiscusso maestro della fotografia contemporanea.
In 25 anni Eros ha pubblicato 15 album e venduto in tutto il mondo oltre 50 milioni di dischi. Alla pubblicazione di «Ali e Radici» seguira un tour mondiale che partirà dall’Italia e avrà inizio nel mese di ottobre.
giovedì 2 aprile 2009
1 Maggio......VASCO in concerto
«Caro Primo Maggio, sono felice di partecipare anch’io quest’anno alla festa. Per me è un ’ritornò. Sono passati 10 anni da quando mi accogliesti tra le tue braccia rock. Ne è passata di acqua sotto i ponti. Per me è andata sempre bene e torno con riconoscenza. Peccato che per il nostro paese non si possa dire altrettanto».
Così inizia il messaggio che Vasco Rossi, star del concerto del Primo Maggio organizzato dei tre sindacati confederati, ha indirizzato idealmente alla manifestazione che da tanti anni è un appuntamento fisso per i giovani di tutta Italia in occasione della “festa dei lavoratori”.
«Non vedo un bel clima in giro - scrive il rocker di Zocca -. La crisi economica e, soprattutto, la difficoltà per molti di arrivare a fine mese. Ma anche le conquiste di libertà e convivenza civili, faticosamente raggiunte negli ultimi decenni, rimesse in discussione, addirittura a rischio di annullamento. Non tira una bella aria e non è certo il mondo che vorrei. Non mi occupo di politica e “governare” tra l’altro è un termine che non ho mai gradito.
Tu sai quanta importanza hanno per me le parole. Si dovrebbe dire “amministrare”. Sarebbe più corretto. Dalle mie parti “governare” s’intende accudire gli animali. Ma “noi” siamo qui per portarti un po’ di gioia. Questo, per me, è il momento della solidarietà - conclude Vasco Rossi -. Vorrei restituire un po’ di quello che ho ricevuto. Sarà una splendida giornata».
lunedì 16 marzo 2009
Concerti d'ORO

I biglietti degli U2 per San Siro - 7 luglio - se ne sono andati venerdì scorso in 24 ore. In attesa che si aprano le danze sulla seconda data dei «mitici», non si può far a meno di notare che il prezzo dei biglietti è salatuccio: 150 euro e, a scendere, 95, 65, 55, 50, 30. Il tutto, sia chiaro, concordato con la band che, come ogni altra formazione, dice una parola definitiva sul prezzo d’ingresso. Andrà esaurita di sicuro, per gli U2, anche la seconda data, perché il pop-rock per ora non piange: nell’allarme quotidiano sulla crisi economica, nel pianto greco che è diventato leit motiv della nostra vita, è consolante parlare con gli organizzatori di questi eventi rumorosi e colorati, unici rimasti a segnalare la precaria vitalità della musica popolare. Ci si preoccupa semmai su quel mesetto di fuoco, fra giugno e luglio, dove è concentrato l’inconcentrabile, con rischio di qualche forno.
Il mondo degli organizzatori dei concerti in Italia è tumultuoso. Sono in sei o sette a tirare le fila, fra loro non si piacciono troppo, la polemica è sempre in agguato, solidarietà di categoria neanche parlarne: in fondo, è lo stesso individualismo che permea l’universo musicale italiano, dove ognuno fa per sé. Tutti però sono concordi sul fatto che il settore non soffre la crisi: nessuno ha licenziato e anzi si registra qualche assunzione; niente risparmi poi, dovendo tutto filare liscio nella infernali adunate di fronte a un palco.
Isola felice, quella dei concerti, ma con pochi abitanti: tutti valutano fra le 500 mila e il milione di persone l’indotto delle serate nell’Italia intera. In un paese di 60 milioni di abitanti, è una nicchia disposta a saltare un week-end lungo ma non l’evasione serale, spiega Ferdinando Salzano. Lui gestisce Baglioni e Mannoia che stanno felicemente per ripartire, più altre grandi star italiane: «A me capita anzi che a rimanere invenduti siano i biglietti che costano di meno». Il problema è semmai il caro-biglietto che tracima sul web, dice Roberto De Luca, il principe, rappresentante in Italia della multinazionale Live Nation: lui si destreggia fra Madonna (quasi esaurita a Milano), U2 e Kathy Perry (23 giugno, Idropark di Milano), mentre Live Nation sta per associarsi con l’altro colosso Ticketmaster: «In tutto il mondo, senza che ci possiamo fare niente, i bagarini imperversano, e il mio mestiere è di vendere biglietti. Parecchi siti vendono a cifre esorbitanti: perché far guadagnare altri?».
La gestione dei database dell’enorme merge in corso preoccupa altri operatori, come Claudio Trotta, il movimentista della sparuta compagnia, che porta Springsteen, Lenny Kravitz, e fra pochi giorni gli straesauriti AC/DC: «Ci sarà un controllo su tutto, e comunque ormai il problema è che è saltata tutta la filiera della musica: artista-manager-promoter-etichetta non esiste più. Che sistema arriverà? La maggior parte degli artisti, chi per sopravvivenza chi per avidità, vogliono ricavare sempre più dal live. Il pubblico paga, gli operatori hanno margini sempre più ridotti per investire sul nuovo». Questo è il vero guaio: tutto il potere alle grandi star, emergenti nella polvere. A meno che non si becchino quelli giusti, come succede a Rizzotto dell’Indipendente per gli acclamatissimi yankees Killers: il Forum di Milano che li ospiterà martedì è esaurito da tre mesi, e loro torneranno in giugno, all’Arena e il 14 luglio a Roma con i Franz Ferdinand. Spunta qualche preoccupazione assennata: «Quando sarà finito il giro delle reunions, saremo obbligati a lavorare sugli emergenti, e non ci sono più spazi perché i club chiudono». Altro guaio italiano, continuano a latitare i Festival: «Ne sono nati in pochi mesi dal Portogallo alla Polonia, qui non si riesce: manca la collaborazione con gli Enti Locali, e spazi adeguati dove si possa far musica tre giorni fino alle 4 senza disturbare nessuno».
Trattare con le star internazionali, fa sempre drizzare i capelli per i costi: Mimmo D’Alessandro, che con Galli gestisce un ampio parterre e porterà gli Eagles a Milano, ed Elton John con Anastacia all’Arena di Verona a 150 euro a biglietto, spiega che si è costretti a rinunciare a tanti grandi, per i costi: «Ad alcune aste non concorriamo nemmeno più. Beyoncé non viene perché costa troppo, Leonard Cohen che doveva tornare, andrà da un’altra parte dove gli offrono di più».
Il mondo più inaffondabile resta quello dell’heavy metal. Ci vive molto sopra la Live di Andrea Pieroni, la sua due giorni di «Gods of Metal» a Monza a fine giugno sarà esaurita, anche se lo sponsor Heineken ha ridotto il budget: «Ho parlato con gli artisti, ho spiegato i problemi economici, hanno accettato la riduzione del 25 per cento del cachet». I due concerti dei Metallica a Milano e Roma sono pure sold out da mesi. Isola felice, finché dura.
venerdì 6 marzo 2009
torna il "RE" in concerto a Londra
Dopo anni di assenza, Michael Jackson tornerà presto ad esibirsi live a Londra: lo hanno annunciato i media britannici senza però fornire date precise. In ogni caso «Jacko», che in alcune foto recenti appariva deperito se non addirittura malato, dovrebbe tornare a calcare la scena della O2 Arena londinese la prossima estate.
La portavoce della pop star Celena Aponte non ha confermato la notizia, ma ha anticipato che presto verrà fatto un annuncio.
Nell'attesa, i bookmakers di Oltremanica già scommettono sul possibile forfait dell’ex re del pop. Per William Hill si gioca a 6,00 che «Jacko» darà forfait alla prima data, mentre la sua presenza sul palco è bancata a 1,10. Un ritorno in cima alla hit parade con un nuovo singolo è proposto a 9 contro 1, mentre Michael in cima alle vendita musicali del prossimo Natale è bancato a 30,00.
L’ultima esibizione live del padre di «Thriller» risale al 2006 durante i World Music Awards. «Jacko» aveva appena iniziato ad intonare «We Are the World» quando lasciò il palcoscenico.
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