giovedì 27 novembre 2008

Esce "L'Animale"......di CELENTANO


Esce domani “L’Animale”, il best album bitematico di Adriano Celentano. Anticipato dal successo in rete del primo inedito “Sognando Chernobyl”, lanciato sul web attraverso le immagini del videoclip, e dal successo in radio de “La Cura”, il brano di Franco Battiato riarrangiato dallo stesso cantautore per Celentano, l’album esce a distanza di un anno da “Dormi Amore la situazione non è buona”.
Il disco è composto da 28 brani divisi in due cd: “Canzoni d’Amore” e “Canzoni Contro”: il primo raccoglie alcune tra le più belle canzoni d’amore del suo repertorio, il secondo - si legge in una nota - comprende alcune tra le canzoni più importanti che trattano temi sociali.
Tra le 14 “Canzoni d’Amore”: da “Storia d’amore” a “Una carezza in un pugno”, fino ai più recenti “L’emozione non ha voce”, “Acqua e sale” e “Dormi amore”. Le 14 “Canzoni Contro” comprendono invece “Il ragazzo della via Gluck”, “Un albero di 30 piani”, “Svalutation” a quelli di ultima produzione come “ passi che facciamo”.
Per rendere a livello grafico l’anima bitematica dell’album, la copertina è stata realizzata attraverso il “Lenticolare Morphing” a 14 movimenti. È la prima volta - prosegue la nota - che questa tecnica viene utilizzata in Italia per un album ad alta tiratura.
Dalle ore 18 di sabato alle ore 13 di lunedì primo dicembre, infine, sarà disponibile in streaming su tutti i più importanti portali web e telefonici un video-shock per la versione integrale di “Sognando Chernobyl”.

mercoledì 26 novembre 2008

Usa Music Awards, il re è CHRIS BROWN


È stato il cantante Chris Brown a portarsi a casa il maggior numero di statuette agli AMA, gli American Music Awards, che si sono tenuti ieri sera a Los Angeles. L'artista R&B ha vinto tre piramidi di cristallo, compreso il premio andato all'artista dell'anno. Brown, visibilmente emozionato, ha dichiarato che fosse stato per lui, il premio sarebbe andato alla band britannica dei Coldplay che, candidata in quattro categorie è tornata a casa a mani vuote.
Chris Brown è stato giudicato anche migliore cantante maschile soul/R&B e pop/rock, mentre a vincere nella sezione femminile delle stesse categorie, è stata la fidanzata del diciannovenne artsta, Rihanna. Meno bene è andata a Alicia Keys, la favorita della serata, con cinque nomination, che invece ha portato a casa solo due statuette, per l'album As I Am, che ha vinto nelle categorie soul/R&B e pop/rock.
Fra gli artisti che hanno vinto più di una statuetta c'è anche il rapper Kanye West, che ha surclassato i rivali nelle categorie miglior album rap/hip-hop, con Graduation, e miglior cantante rap/hip-hop. Sorprendentemente West ha dichiarato che a meritare quest'anno il premio molto più di lui sarebbe stato il collega Lil' Wayne.
Per il secondo anno consecutivo i vincitori degli AMA awards sono stati determinati dal pubblico attraverso votazioni online. In passato erano i clienti dei negozi di musica a decidere i vincintori, ma nell'epoca in cui le canzoni si scaricano da internet, i produttori musicali che organizzano il premio hanno deciso di aggiornare il metodo di votazione.
Durante la serata hanno cantato molti grandi artisti, da Beyoncè ai Coldplay, dalla star di Disney Channel Miley Cyrus (che ha festeggiato il compleanno proprio domenica, spegnendo in diretta le candeline dei suoi sedici anni), alla veterana Annie Lennox che di anni ne ha invece 53 e che ha ricevuto nel corso della serata il premio alla carriera.

lunedì 24 novembre 2008

RIHANNA trionfa agli American Music Awards


Rihanna è stata protagonista alla serata degli American Music Awards: per lei i premi di miglior artista femminile nelle categorie Pop/Rock e Soul/R&B. La cantante nata alle Barbados è stata anche una delle performer della serata che ha visto esibirsi artisti del calibro dei Coldplay, Beyoncè e Christina Aguilera.

domenica 23 novembre 2008

VENDITTI...riparte da ROMA


Chissà che non ci sia un tris, magari sotto Natale. Intanto questo è un bis. Antonello Venditti torna al Palalottomatica con il suo tour Dalla pelle al cuore, dopo aver viaggiato tutta l’estate e aver rimesso in piedi la carovana per questo supplemento invernale: sabato scorso debutto con grande successo ad Ancona, stasera tappa casalinga a Roma, poi avanti fino al 20 dicembre al Forum di Milano con appendice per un Capodanno a piazza del Campo, a Siena («uno dei posti più belli al mondo»). «Chiamiamola tournée per i ritardatari» scherza Antonello, ma assicura che, per l’occasione, ha in serbo diverse sorprese. Quasi un voler ripagare il pubblico della fiducia. Perché Venditti è un artista che ha ben presente il sentimento della riconoscenza, un sentimento non molto frequentato nel mondo della musica. Come ha ben presente l’importanza delle sensazioni che vengono dal rapporto stretto, fisico con il pubblico: «È un miracolo, il mondo tracolla, ma noi siamo qui. I concerti sono piccole luci che si accendono nel buio. Penso ai sacrifici delle famiglie per venire, ormai i prezzi dei biglietti sono impraticabili. È come incontrare un’altra Italia. Un paese che di giorno arranca dietro ai problemi quotidiani, ma di sera sa godersi quel miracolo che sul palco si ripete ogni volta».
Un pubblico sorprendente, formato anche da molti giovani: «Mi ha colpito vedermeli davanti, pensare a come vengono descritti, frequentatori delle discoteche, delle droghe, che prendono la macchina e vanno ad ammazzarsi. E, invece, sono vittime di questa società bloccata: chi ha meno di 40 anni è escluso completamente. Per anni i giovani sono stati descritti in maniera sbagliata. Bollati come "bamboccioni" che non vogliono muoversi da casa. Tutto quello che sta succedendo, parlo delle proteste del mondo della scuola, dovrebbe farci contenti, significa che i nostri figli si stanno finalmente interessando al loro futuro». Una vivacità che si rivela anche nei nuovi mezzi di comunicazione: «Trovo internet entusiasmante. È una grande opportuinità che va utilizzata e, per esempio, YouTube ti dà l’idea di come stia cambiando la musica. L’altro giorno ho provato a guardare i miei pezzi. Dalla pelle al cuore è stata visitata un milione e 130 mila volte, Alta marea un milione. Altro che crisi, è come essere negli anni d’oro della musica».
Antonello porta a Roma lo show già rodato, ma con qualche ritocco in particolare proprio per l’appuntamento al Palalottomatica: «Per l’occasione tirerò fuori di nuovo il pianoforte, trascurato per tutto il tour, tranne la tappa di Verona.

sabato 22 novembre 2008

BAGLIONI.....a TORINO


Lunedì sera Claudio Baglioni torna a Torino per esibirsi alle 20,30 al Teatro Regio in un concerto a sostegno del Fai. Il Fondo Ambiente Italiano propone i biglietti a tariffe varianti dai 35 ai 120 euro per non iscritti, con riduzioni per già sia in possesso della tessera. L'ente ambientalista informa che nel corso del weekend ci si può rivolgere per informazioni al numero verde 800166250, attivo dalle 10 alle 17; la biglietteria del Regio è invece aperta soltanto oggi dalle 10,30 alle 16.
Più che uno show, quello del cantautore romano si annuncia come un recital dai colori autunnali. Il concerto torinese non è infatti inserito nel piano di viaggio della tournée in corso, che vede Baglioni in transito tra una decina di date al Teatro Allianz di Milano, da cui si congeda questa sera, ad altrettanti spettacoli in programma da mercoledì a Roma. Per rispondere all'invito del Fai, l'autore di «Questo piccolo grande amore» ha scelto la dimensione più intima, e si presenta da solo con il pianoforte. In programma le canzoni più celebri di una carriera lunga quasi quarant’anni.
Torino ha segnato tappe cruciali nella carriera di Claudio Baglioni: nel bene, con la composizione e l'esecuzione dell’inno ufficiale delle Olimpiadi 2006; e nel male, quando al vecchio Stadio Comunale fu fischiato dal pubblico del mega-raduno rock per Amnesty International. Ma in città si sono consumate anche altre tappe della carriera dello chansonnier capitolino, come lui stesso ricorda: «Nel 1972 venni a Torino per la mia prima trasmissione televisiva. Era una specie di trascrizione in versione musical di «Questo piccolo grande amore" che doveva essere inserita nel programma “Tutto è pop", ai tempi un punto di forza nelle produzioni della sede Rai subalpina. Un altro bel ricordo risale all'inverno del 1981, quando scelsi il Palazzo dello Sport del Parco Ruffini per il debutto di una delle mie tournée più fortunate, “Strada facendo", che sarebbe proseguita negli stadi fino a dare vita al disco dal vivo "Alè - oò"». Un impatto caloroso, che nelle parole di Baglioni si materializza come fosse una storia d'oggi: «La scommessa era forte, in quel periodo si dava per scontato che a riempire certi spazi potessero essere soltanto le grandi star provenienti dall’estero. Invece quel mio tour, come poco prima il “Banana Republic” di Lucio Dalla, Francesco De Gregori e Ron, fecero capire che anche noi italiani potevamo farcela. Quella sera capii subito che tutto sarebbe andato alla grande, c'era gente dappertutto, qualcuno addirittura era accovacciato sul palco accanto a noi, perché dalle gradinate si debordava». L'ultimo storico flash legato alla nostra città è targato 1996, anno di grazia, è il caso di dirlo: «Mi invitarono a tenere il concerto di Natale in Vaticano per Papa Giovanni Paolo II, e mi presentai con l'ensemble migliore, l'Orchestra Filarmonica di Torino». L'ultimo passaggio live di Claudio Baglioni a Torino risale all'aprile 2007, quando cantò al Pala Olimpico.

Rollingstone: ARETHA voce del secolo


Non sono molti i dubbi sul fatto che Aretha Franklin sia stata la più straordinaria voce apparsa sulla scena del rock e del soul: per qualità naturali, per capacità tecniche oltre che emotive. Un fenomeno assoluto.
Ora, a sanzionare questa supremazia, c’è un ampio e qualificato sondaggio messo in piedi da una delle più prestigiose riviste musicali, l’edizione americana di Rolling Stone che ha messo in piedi un articolato sondaggio che mette in fila i primi cento cantanti a giudizio di un gruppo qualificatissimo di esperti che va da alcune grandi star della musica come Bruce Springsteen, Rod Stewart, Justin Timberlake, George Michael, Keith Richards, Carlos Santana, B.B.King, Lenny Kravitz, Billy Joel, Ringo Star e via dicendo a dirigenti discografici, produttori, giornalisti (in tutto 176 votanti). Insomma un sondaggio qualificato, pertanto attendibile e, per una volta, condivisibile in buona parte.
Di sondaggi di questo genere ne sono stati fatti spesso, a volte strampalati, altre dettati da meri interessi promozionali, altri ancora caratterizzati da insipienza. Stavolta la lista è lunga ed è anche attendibile. Unico neo l’aver voluto catalogare il tutto come una sorta di rock parade, quando molti dei prescelti sono cantanti soul, blues o rhythm ’n’ blues (dodici black star nei primi venti posti) e, a questo punto, visto che le pareti fra i vari generi musicali oggi sono praticamente crollate stona l’assenza di artisti della world music o l’aver ignorato il patrimonio del jazz. Altra magagna l’assoluto, anzi il totale, disinteresse per tutto ciò che non appartiene alla cultura anglosassone. Peccato.
Sulla vittoria di Aretha c’è poco da discutere, comunque: straordinaria interprete di successi come Respect, A natural woman, Think, la cui fama è stata solo arrestata dalla sua invincibile fobia per l’aereo che ne ha limitato fortemente l’attività live (qualche tempo fa ci fu un impresario che la convinse a seguire dei corsi per vincere quella paura: evidentemente l’esperimento è fallito).
Al secondo posto c’è un altro fuoriclasse indiscutibile come Ray Charles (e bastano la sua Georgia o il suo sibilo in I got a woman per giudicare la sua potente maestria). The King Elvis è solo terzo, ma come biasimare la scelta di fronte a tali fuoriclasse? I primi sei sono tutti personaggi scomparsi da tempo (quarto è Sam Cooke, quinto è John Lennon e sesto Marvin Gaye).
Il primo vivo è Bob Dylan che, al settimo posto, precede un altro artista ancora in attività come Stevie Wonder (fra di loro c’è il magico Otis Redding di (Sittin’ on) The dock of the bay. E decimo è un altro re, quello del soul: James Brown. L’altro Beatle Paul McCartney è undicesimo. Mick Jagger è solamente sedicesimo, davanti a Tina Turner, a Freddy Mercury e a Bob Marley, il re del reagge.
Non c’è dubbio che nelle scelte pesi in qualche caso non solo il fatto puramente vocale, ma anche la suggestione del personaggio, vale questo a spiegare la posizione di John Lennon o di Bob Dylan, strepitosi artisti ma che vocalmente certo non avrebbero potuto competere con la potenza di un Freddy Mercury (ma Bono, spiegando nella rivista, cosa rappresenta per lui Dylan spiega: «Ha cambiato il modo di cantare la musica popolare, senza di lui sarebbe difficile immaginare Tom Waits, Bruce Springsteen, Eddie Vedder, Kurt Cobain»). E la vocina di Michael Jackson? È al venticinquesimo posto e precede di tre posizioni una celebrata regina come Janis Joplin.
Prince è trentesimo e Bono trentaduesimo (forse avrebbe meritato una valutazione superiore). Whitney Houston, la prima Whitney aveva una voce strepitosa, paga il peso delle sue sconsideratezze e il conseguente stop alla sua carriera (è numero 34). Comunque precede Bruce Springsteen (36mo). Scendendo nella classifica ecco Kurt Cobain al 45, Jim Morrison al 47, Brian Wilson dei Beach Boys al 52, Eric Burdon degli Animals al 57, Rod Stewart al 59, Maria Carey al 79, Tom Waits all’82, Annie Lennox al 93, Joe Cocker al 97 e Mary J.Blige al 100 che si rifà cantando le lodi di Aretha «la mia maestra».

I primi dieci della classifica di Rollingstones:
1 Aretha Franklin
2 Ray Charles
3 Elvis Presley
4 Sam Cooke
5 John Lennon
6 Marvin Gaye
7 Bob Dylan
8 Otis Redding
9 Stevie Wonder
10 James Brown

venerdì 21 novembre 2008

GIORGIA presenta "SPIRITO LIBERO"1992-2008


«Se riuscite ad arrivare in fondo al primo cd, allora poi è fatta. Dopo, è possibile riprendersi...». Così la 37enne Giorgia ha presentato, oggi a Milano, il suo «nuovo-vecchio» disco, una raccolta di grandi successi (e quattro inediti) in confezione deluxe, con tre cd (esiste anche una versione più ricca, tre cd+dvd, con tutti i video della cantante romana, 19, e alcune chicche televisive, esibizioni live, comprese quelle di Sanremo).
Si intitola «Spirito Libero, viaggi di voce 1992-2008», uscirà domani in tutti i negozi e ripercorre, appunto, in tre dischi tematici («Per abbracciarsi», con le canzoni più melodiche; «Per liberarsi», con le musiche più «spinte»; «Per (ri)incontrarsi», con inediti, versioni dal vivo anche mai pubblicate e duetti) i brani che hanno segnato la carriera dell’artista, alcuni dei quali riarrangiati e reinterpretati.
Giorgia, cercando di non prendersi mai troppo sul serio, con ironia e modestia, marchio di fabbrica del suo carattere, racconta la genesi del lavoro: «Fare questo disco - ammette - è stata un’esperienza profonda, sotto punti di vista diversi. In questo album c’è un pezzo della mia vita ormai andato, vissuto». I brani sono tanti, ben quarantacinque; gli inediti, come detto, quattro («Per fare a meno di te», sulle stesse sonorità di «Di sole e d’azzurro», «Via col vento», «Farei di tutto» e «Lacrime amare», da un provino risalente al 2003) e in tutti c’è il contributo, più o meno importante, della stessa cantante, tra musica e parole.
Undici le canzoni cantate ex novo nel 2008, non, però, «Come saprei», che resta fedele all’edizione originale già ammirata su «Come Thelma e Louise», del 1995, anno in cui Giorgia trionfò anche al Festival di Sanremo. Il motivo? Lo spiega la stessa cantante: «Ci ho pensato, in realtà, ma non ce l’ho fatta. Mi sarebbe sembrata una mancanza di rispetto nei confronti del pubblico rifare un brano che mi ha dato così tanto».
Le cose più belle della raccolta si trovano, a nostro avviso, nel terzo cd, dove è possibile ascoltare un delizioso duetto con Mina, introdotto da un «solo» di chitarra elettrica, la già famosa «Wève got tonight», un singolo del 2002, riuscita ballata del rocker di Detroit Bob Seger interpretata da Giorgia e Ronan Keating, e una versione di «(You make me feel like) a natural woman» registrata live addirittura nel 1992, con Alan Soul e gli «Io Vorrei La Pelle Nera».
«L’abbiamo suonata nel centralino dell’Olimpico, a Roma, in un posto che all’epoca ci sembrò immenso», ricorda oggi, con un pizzico d’emozione, Giorgia.
Oggi 21 novembre, nasce anche la sua radio online, «Radio Spirito Libero», sul sito www.dada.net: ogni settimana l’artista presenterà una speciale selezione musicale, composta dai brani da lei più amati, «giusto per inquinare un po’ l’etere musicale», spiega, «ma anche per poter far ascoltare canzoni che altrimenti difficilmente si sentirebbero per radio, o su alcune radio, visto che c’è una playlist da seguire ecc, ecc. Questa volta, la playlist la farò io... », conclude.