venerdì 6 giugno 2008

HIT PARADE

De Gregori e Jovanotti guidano le classifiche settimanali degli album più venduti e dei brani più scaricati da Internet.
A dominare la graduatoria Fimi-Nielsen dei cd più venduti è Francesco De Gregori. Appena uscito, «Per brevità chiamato artista» balza al primo posto in classifica lasciandosi alle spalle, nell’ordine, Madonna («Hard Candy»), Jovanotti («Safari»), Vasco Rossi («Il mondo che vorrei») e Max Pezzali con il suo «Live 2008».
De Gregori si prepara a ripartire dal palco dell’Ippodromo delle Capannelle di Roma il 30 giugno (dove aprirà il Roma Rock Festival) con il nuovo tour estivo «Live in Summer«. Con De Gregori suoneranno i musicisti che da alcuni anni lo affiancano sia nelle performance live che nelle registrazioni discografiche: Stefano Parenti alla batteria, Alessandro Arianti alle tastiere, Alessandro Valle pedal steel guitar e chitarra, Lucio Bardi e Paolo Giovenchi alle chitarre e naturalmente Guido Guglielminetti, storico capobanda, al basso.
Queste le prime date del tour: 1 luglio San Giorgio a Cremano (Na) Villa Bruno 2 luglio Monza (Mi) Villa Reale 16 luglio Venaria (To) Area Concordia 18 luglio Lignano Sabbiadoro (Ud) Arena Alpe Adria 19 luglio Savignano al Rubicone (Fc) Piazza Borghesi 26 luglio Casoni (Re) Parco Filippini 31 luglio Rosciano (Pe) Stadio Comunale.
Per i brani più scaricati da Internet, primo posto per «A te» di Jovanotti, seguito da «4 Minutes» di Madonna. Poi, «Mercy» di Duffy, «In Italia» di Fabri Fibra e «American Boy» di Estelle. La graduatoria dei dvd vede al primo posto i Genesis con «When in Rome...Genesis 2007» seguiti da Renato Zero («Figli del sogno») e da Gigi D’Alessio «A l’Olympia». La classifica delle compilation premia «Viva radio 2» di Fiorello e Baldini.

Ben tornato STEVIE WONDER

Per uno che «vede il mondo attraverso il cuore», la parola grazie è sempre a portata di labbra, come la musica. E la parola spirito pure. Nel presentare la sua prossima tournée europea con una straordinaria conferenza stampa, ieri all’Hard Rock Café di Londra, al termine della quale ha elargito agli invitati un eccelso concerto a sorpresa con la sua band, Stevie Wonder ha dimostrato che venticinque Grammy e il prestigioso Lifetime Achievement Award non hanno fatto altro che acuire il suo senso di gratitudine verso la vita e la sua voglia di prendere in considerazione innanzitutto lo spirito di una persona.
Compreso quello di Barack Obama. «Per me, in quanto afro-americano, la candidatura di Obama è una grande cosa - dice Wonder -. Ma io guardo sempre oltre l’aspetto fisico. Sono convinto che siamo senza colore. Puoi essere di qualunque colore e con un cuore orribile oppure incredibile». Per Stevie, proverbiale anima di riferimento del soul, lo spirito di Obama «è una combinazione tra quello di John Fitzgerald Kennedy e quello di Martin Luther King». E con uno spirito del genere, risponde trionfante ai giornalisti che picchiano su questo tasto, «non si può perdere».
Chi, nonostante la cecità, ha avuto i doni di Stevie avrebbe potuto facilmente insuperbirsi. Lui invece continua a parlare senza falsi pudori della sua mamma, che gli è mancata due anni fa, e dei suoi figli. Anziché assumere i tic invariabilmente odiosi delle superstar, si ostina a dire che «siamo una sola famiglia» e chi, come lui, ha avuto in tanta abbondanza «lo speciale dono di comunicare», ha il dovere di esprimere attraverso la musica «la grandezza delle benedizioni che ci sono state concesse e il fatto che le cose che abbiamo in comune sono molte di più di quelle che possiamo pensare».
La musica sembra passare per Stevie Wonder come attraverso un conduttore. Sono veramente pochissimi gli artisti del suo calibro che si portano dietro la tastiera a una conferenza stampa, come aveva fatto qualche anno fa a Londra, e tantomeno un fior di band, come ha fatto questa volta. «Voglio sinceramente dirvi grazie per avermi dimostrato tutto il vostro sostegno e per il successo che mi avete permesso di avere. Senza di voi non avrei mai potuto dare a mia madre una vita migliore».
Prima ancora di definirsi americano, insiste Wonder, «sono un essere umano con uno spirito e una prospettiva aperti al mondo». Ecco perché gli piace tanto Londra, alla quale sono legati i ricordi affettuosi di quando la visitò, ancora ragazzino, con sua madre. Di qui il desiderio di tornare in Europa con una tournée il prossimo settembre, che lo porterà anche in Italia, a Milano, il 26, per un unico concerto al Datchforum.
In cantiere, Stevie ha anche un disco che si chiamerà Through the Eyes of Wonder e sul quale promette di lavorare anche «on the road», e precisamente in Inghilterra, Olanda, Danimarca, Svezia, Norvegia, Germania, Italia e Francia, durante il suo tour. Gli piacerebbe che il nuovo cd uscisse a ottobre: «Spero di riuscirci». Con quel sorriso sbarazzino pronto a piegargli da un momento all’altro gli angoli della bocca, non centellina il tempo per chiacchierare. All’addetto stampa che concede ancora un paio di domande al pubblico, lui si sovrappone dicendo: «Ancora dieci!»
Poi, nell’intimità afosa dell’Hard Rock Café, aggiunge: «Quando mettiamo insieme le nostre energie per il bene dell’umanità, non c’è montagna che non possiamo scalare». La platea applaude e ulula. È il segnale: Wonder si lancia entusiasta in un set di sei canzoni: Signed, Sealed, Delivered precede altri grandi hit come Happy Birthday, Living for the City e la sensazionale Superstition....quindi bel tornato STEVIE!

giovedì 5 giugno 2008

I MONACI conquistano le Hit Parade

D’accordo, al primo posto c’è sempre Usher, con Here I stand e al secondo Rockferry di Duffy. Ma fa una certa impressione vedere ben piazzato al settimo posto della classifica inglese dei dischi pop, molto prima di Madonna e di Amy Winehouse, l’album Chant - Music for paradise, cantato dai monaci cistercensi di un’abbazia nei pressi di Baden. La storia di come un pacato coro gregoriano sia riuscito da una valle austriaca a scalare la hit-parade britannica, la più selettiva del mondo, e a farsi largo nelle martoriate orecchie di migliaia di teenagers, è davvero incredibile. Ma un po’ di divina Provvidenza, un video su YouTube e uno dei videogiochi più popolari si sono coalizzati per rendere possibile il miracolo.
Tutto è cominciato nel febbraio scorso, quando la Universal Records si è accorta che la richiesta di musica gregoriana aumentava e che i pochi dischi in catalogo non bastavano più a soddisfare la domanda. Nelle pubblicazioni cattoliche di mezzo mondo è così comparso un avviso pubblicitario: «La Universal cerca esecuzioni di musica gregoriana da produrre con la propria etichetta». Tom Lewis, responsabile della sezione Classica & Jazz della casa discografica, ricorda: «Fummo letteralmente inondati. Non mi ero mai reso conto di quante persone riempiano di musica la propria vita quotidiana. Ricevemmo proposte da singoli individui e da scuole, ma anche da gente che aveva fatto del canto gregoriano una ragione di vita».
Nel giorno in cui i termini per la consegna dei provini stavano per scadere, arrivò una e-mail alla casella postale della Universal, intitolata in tedesco «Schnell, schnell!» (Presto, presto!). Era firmata da «Padre Karl» e riportava un semplice link a YouTube: nel video, i monaci dell’abbazia di Stift Heiligenkreuz, evidentemente a loro agio con Internet come con la musica di mille anni fa, avevano registrato uno dei loro canti. «Fu una cosa davvero stupefacente - dice Tom Lewis -. Erano bravissimi, l’esecuzione più bella che avessimo mai sentito». Stift Heiligenkreuz, fondato nel 1133, è il più antico monastero austriaco ancora in attività e si trova nei boschi di Baden, che devono avere davvero qualcosa di speciale. Da quelle parti Mozart compose una delle sue opere più intense, l’Ave Verum. Da 900 anni tra le pareti del monastero risuona la musica forse più cara a Dio, ma anche quella più facilmente riconoscibile per la sua scarna semplicità, in grado di entrare in ogni mente e in ogni cuore, rasserenandoli.
Ma come è stato possibile convincere ragazzi assordati dall’hip-hop, che considerano già vecchia e irrecuperabile una canzone di un anno fa, che c’è ancora qualcosa di piacevole in note scritte secoli fa, al lume di candela, su di una pergamena? Forse, la ragione sta in un videogioco. Quando nel 2001 uscì la prima parte della trilogia di Halo, la colonna sonora del bestseller di Xbox era infatti un canto gregoriano, così come quella delle versioni successive. L’ultima, Halo 3, ha incassato circa 100 milioni di euro solo nel primo giorno di vendita, battendo il record per il maggiore introito realizzato da un prodotto di intrattenimento in 24 ore. Milioni di ragazzi hanno probabilmente imparato ad apprezzare questa musica ascoltandola mentre giocavano su una consolle e trovandola alla fine piacevole, cosa che dovrebbe fare riflettere quanti pensano che tra i giovani e la musica «classica» non sia ormai più possibile un dialogo: il problema non è infatti che cosa si fa scoltare, ma come lo si fa ascoltare.
Secondo Lewis, che è un esperto di mercato, all’origine del successo ci sono però anche altre ragioni. «La musica gregoriana segue degli andamenti ciclici - spiega -. Si vende molto nei momenti di crisi economica e meno in quelli di boom. Forse, quando siamo preoccupati e sottoposti a migliaia di tensioni durante il giorno, tornando a casa la sera cerchiamo un po’ di pace e questo canto ideato per celebrare Dio ci aiuta». Padre Karl e i suoi confratelli sono ormai delle star del web e in molti siti è possibile ascoltarli gratis. Ma è meglio comperare il disco. Aiuta lo spirito e aiuterà i missionari del Vietnam, cui andranno tutti i proventi...come dire in questo campo cioe' che le vie del Signore non sono finite almeno in quello musicale....alla prox!

mercoledì 4 giugno 2008

L'ultimo lavoro di "ALANIS MORISSETTE"

Le complicazioni sentimentali hanno fatto la sua fortuna: più ha sofferto, meglio ha creato. Dopo l’esordio fulminante di Jagged little pill tredici anni fa (seguito da quattro dischi, di cui l’ultimo So-called chaos nel 2004), Alanis Morissette torna con Flavors of entanglement, da ieri in vendita nei negozi. Siccome in amore gli schemi che non funzionano sono quelli che si ripetono con maggior facilità, il terreno su cui si muove oggi l’artista canadese è lo stesso di allora: una storia finita male.
Flavors of entanglement è il veicolo attraverso cui Alanis ha guidato la sua vita fuori dal tunnel e nei testi non fa mistero della sua delusione né della sua voglia di maternità: in Incomplete e in Torch sogna il giorno in cui avrà bambini e una famiglia, poi però, poco conciliabilmente, in Moratorium proclama “una moratoria delle relazioni”, “una tregua dalle fatiche del rapporto di coppia” e canta la necessità di “una boccata d’aria fuori dai profumi dei grovigli emotivi”. Insieme al produttore Guy Sigsworth (già con Bjork e Madonna) la Morissette realizza undici brani, che in parte rasentano la techno. I loop portanti di Straitjacket (perfetta per il dancefloor), le dosi elettroniche della cupa Versions of violence e il drum & bass di Moratorium si alternano a canzoni piano e voce come Not as we (colonna sonora per l’episodio del Dr House “97 Seconds”) e a ballate come Torch, Tapes o il singolo Underneath. In Citizens of the Planet tabla indiane e muri di chitarre interpretano alla perfezione quella rabbia intrisa di dolcezza che fu il picco comunicativo anche della vecchia You oughta know. La grana della voce è sempre quella e va riconosciuto che ha fatto scuola. Alanis Morissette si esibirà in Italia il 22 giugno nella giornata finale dell’Heineken Jammin’ Festival, il 24 all’Auditorium di Roma e il 25 a Torino. In occasione della sua esibizione ai Wind Music Awards (in onda su Italia 1 stasera e domani) ha raccontato alla stampa l’ultima fatica.Allora al via le premiazioni per stasera...con grande parata di big dello starsystem musicale Italiano e Internazionale...Ciao!!

martedì 3 giugno 2008

CRESCERE..

Crescere credendo che siamo angeli,
angeli che possiedono una sola ala
in cerca dell'altra metà
per non sentirsi più soli
per iniziare a volare.
Crescere provando diverse ali
conoscendo angeli che come me ne possiedono solo una
unirsi a loro e non sentirsi soli.
Ma senza volare veramente.
Crescere camminando e volando
Con angeli che come me cercano altre metà,
per non sentirsi soli,
per iniziare a volare.
Illudersi crescendo che questo sia vero;
aprire gli occhi
strappare via quell'ala dannata
quell'ala sempre in cerca.
Crescere e imparare
camminando ad occhi aperti
scoprire che solo così puoi volare.

lunedì 2 giugno 2008

NEGRAMARO incantano SAN SIRO

Trentasettemila paganti a San Siro sono una bella ciliegina sulla torta del successo dei Negramaro, maschia compagine salentina la cui età media supera di poco i trent’anni. Un fenomeno in Italia, perché ha la non piccola prerogativa di essere l’unica ad attirare folle per le quali i componenti della band non potrebbero essere padri né nonni, come succede invece per tutti gli altri divi di richiamo. È stato un concerto unico, primo della stagione nella Scala del calcio e del rock, che ospiterà fra poco Vasco e Springsteen. Ne verrà tratto un dvd natalizio e, per questa specie di consacrazione, i sei salentini non si sono fatti mancare nessuna di quelle roboanti attrattive che fanno una kermesse: palco enorme fiancheggiato da lunghe strisce argentate, lunghissime passerelle snodate fra il pubblico dove il leader Giuliano Sangiorgi correva e saltellava con una velocità che i più maturi performer hanno ormai scordato; maxischermi, giochi di luci e soprattutto tantissimi ospiti.
Hanno punteggiato due ore di spettacolo teso e di varie atmosfere: gli String Solis Quartet, assecondando con i loro archi i pezzi più intimi e accorati come Amen, Neanche il mare, Ogni mio istante; il Mattafix Marlon Roudette che ha alleggerito La finestra in versione remix, togliendole quella cupezza che spesso caratterizza i Negramaro. E altrettanto ha fatto il più amato e applaudito delle star in scena, Jovanotti, la cui presenza ha fatto lievitare lo stadio, grazie a una leggerezza che è poi il prodotto di un solido professionismo. Con Sangiorgi, Lorenzo ha cantato Cade la pioggia nonché il proprio Safari remix cui il collega ha collaborato. Imbracciando la chitarra in Una volta tanto, Paolo Kessisoglu delle Iene ha suscitato un tifo pazzesco. E ancora, ormai verso i bis, sono saliti Mauro Pagani e Antonio con tutti i tamburi della pizzica, in un breve quanto trascinante omaggio alla terra salentina.
Partita verso il successo grazie a una scandalosa eliminazione dal Sanremo targato Bonolis, la band si muove fra tradizione melodica ed echi internazionali e ha il suo innegabile punto di forza nell’autore Sangiorgi, le cui tonsille hanno una forza inversamente proporzionale alla simpatia (che non è del resto requisito fondamentale in una star). È lui il motore dello show, con i suoi vocalizzi e il falsetto che è un po’ il marchio dell’interpretazione, peraltro ripetuto e ostentato fino a risultare tavolta stucchevole: ci si riposa solo in due struggenti cover, Luci a San Siro di Vecchioni e La guerra di Piero di De André, tributo al pacifismo; per il resto, spunta spesso l’ombra di Freddie Mercury a ricordare quanto l’ironia (qui mancante) sia complemento indispensabile del virtuosismo nel pop. Avevano aperto la serata una sventagliata di supporter: Fink, The Fashion, Infadels e soprattutto gli scozzesi Fratellis, una delle ultime rivelazioni indie d’Inghilterra, con un divertente, ottimo set country-punk; quest’anno saranno a Glastonbury, il più grande festival britannico...sicuramente da non perdere per le nuove leve della musica europea.Cmq merito e tributo alla banda SANGIORGI che esprime musica all'avanguardia e senza filtri...e di questo poche band lo fanno....onore a loro!Alla prox.....By

IL TEMPO DELLA VITA

Trova il tempo di pensare
Trova il tempo di pregare
Trova il tempo di ridere
È la fonte del potere
È il più grande potere sulla Terra
È la musica dell'anima.
Trova il tempo per giocare
Trova il tempo per amare ed essere amato
Trova il tempo di dare
È il segreto dell'eterna giovinezza
È il privilegio dato da Dio
La giornata è troppo corta per essere egoisti.
Trova il tempo di leggere
Trova il tempo di essere amico
Trova il tempo di lavorare
È la fonte della saggezza
È la strada della felicità
È il prezzo del successo.
Trova il tempo di fare la carità
È la chiave del Paradiso.