Accusati dal chitarrista Joe Satriani di aver saccheggiato il suo brano del 2004 "If I Could Fly" del 2004 , per la scrittura di "Viva la vida", brano che dà il titolo al loro ultimo album, i Coldplay si sono decisi a rispondere: "Se ci sono somiglianze fra i nostri due brani, si tratta soltanto di coincidenze, che stupiscono noi tanto quanto Joe Satriani", è la dichiarazione della band inglese capitanata da Chris Martin.
"Joe Satriani è un grande musicista - proseguono i Coldplay - ma non ha scritto la canzone "Viva la vida". Rispettosamente gli chiediamo di accettare la nostra assicurazione e gli auguriamo ogni bene per i suoi prossimi impegni".
Ma Satriani non l'ha mica presa bene: "Ho fatto tutto il possibile per evitare una causa in questa situazione - ha detto -. Sta a vedere che pensavano che questo piccolo chitarrista avrebbe lasciato perdere dopo un po'".
Invece, evidentemente, no.
E' la seconda volta nel giro di poche settimane che si prospetta un caso simile, dopo la vicenda Sanz-Jovanotti per la canzone "A te"/o "A la primera persona". Jovanotti ha reagito alle accuse di Sanz più o meno come fanno ora i Coldplay.
Che significa? Che in caso di onestà di pensiero dei "copianti", siamo ormai a una situazione di implosione della musica popolare. L'eccesso di produzione prescinde ormai dalla conoscenza di tutto il repertorio che si è andato sfornando, a differenza che in passato manca - come nella vita reale - la memoria, anche nei collaboratori degli artisti. Mi è successo che mi mandassero dei brani da ascoltare, e che io dovessi avvertire "Guarda che questo somiglia a quell'altro". Ma se quest'operazione di recupero del già-partorito diventa impossibile, accettiamo serenamente la giungla che ci si para davanti....
mercoledì 10 dicembre 2008
ELTON JOHN
Dal 9 dicembre, una quarantina di cinema italiani, dalle ore 20, proporranno live in diretta via satellite il concerto di Elton John «The Red Piano», che si svolgerà a Parigi Bercy.
«The Red Piano» è un tour mondiale, di cui Parigi Bercy costituisce una data, organizzato da Elton John per celebrare i suoi 60 anni di vita ed i 40 di carriera. Uno spettacolo concepito insieme all’artista David La Chapelle come un’interpretazione pop-art della sua carriera che, attraverso scenografie spettacolari, inviterà il pubblico ripercorrerne le tappe fondamentali e a penetrarne l’universo estremamente creativo.
La trasmissione satellitare del concerto in diretta nei cinema è un’operazione di portata internazionale che vede coinvolti svariati paesi europei oltre all’Italia, che partecipa appunto con circa 40 cinema coinvolti. Infatti, attraverso il digitale con la tecnologia 2k, qualsiasi cinema potrà cogliere l’opportunità di trasformarsi in un “centro d’intrattenimento” capace di offrire ai propri spettatori eventi live di qualità, a partire dai concerti live, ma non solo.
sabato 6 dicembre 2008
JOE SATRIANI cita i COLDPLAY per plagio

La band inglese dei Coldplay è stata citata in giudizio da Joe Satriani con l'accusa di plagio. Il chitarrista statunitense ha intentato una causa per violazione del copyright al tribunale di Los Angeles, sostenendo che la canzone dei Coldplay Viva la vida includa «sostanziali parti originali» del suo singolo strumentale If I could fly del 2004.
Satriani ha chiesto alla corte anche un risarcimento per danni e di tutti i profitti attribuibili alla presunta violazione del diritto d'autore. Nessuno dei legali delle due parti ha però rilasciato un commento a riguardo.
I Coldplay hanno ricevuto 7 nomination per i prossimi Grammy Awards, che saranno assegnati a febbraio. Viva la vida è il primo singolo estratto dall'album Viva la vida or death and all his friends, mentre il brano di Satriani è contenuto nell'album Is there love in space? del 2004.
giovedì 4 dicembre 2008
Grammy Awards

La Recording Academy ha annunciato questa notte a Los Angeles le nomination per la 51esima edizione dei Grammy Awards, gli “Oscar” della musica. Dwayne Michael Carter, meglio noto come Lil Wayne, guadagna ben 8 nomination. Il rapper statunitense è seguito dalla band inglese dei Coldplay, con 7 nomination. A quota 6 nomination un trio tutto hip hop, composto da Kanye West, Jay-Z e Ne-Yo.
Cinque nomination sono state assegnate a Robert Plant, l'ex front-man dei Led Zeppelin; insieme a lui un'altra band inglese di culto i Radiohead, in compagnia di John Mayer, Alison Krauss e Jazmine Sullivan. Quattro nomination ad Adele, la giovanissima cantante inglese considerata la stella nascente della musica britannica.
La cerimonia di consegna si svolgerà nella notte tra l'8 e il 9 febbraio allo Staples Center di Los Angeles. In Italia sarà trasmessa in diretta, in esclusiva, dal canale musicale Musi
mercoledì 3 dicembre 2008
TAKE THAT di nuovo al comando
Addio a ninnananne e cantilene, le mamme britanniche moderne fanno addormentare i loro bambini sulle note di musica pop-rock, come «Angels» di Robbie Williams o il tormentone romantico «Wonderwall» degli Oasis. Lo ha rivelato un sondaggio condotto su 2mila madri del Regno Unito, i due terzi delle quali preferiscono far ascoltare sonorità pop-rock ai loro piccolini semiaddormentati, invece della tradizionale ninnananna «Rock-a-Bye Baby».
Lo stesso sito specializzato per l’infanzia Baby Website, che ha commissionato la ricerca, si è detto stupito. Le madri - ha ipotizzato la portavoce Kathryn Crawford - sono influenzate dalla musica che ascoltano di giorno: «Siamo veramente sorpresi che le mamme preferiscono cantare moderne canzoni pop invece delle tradizionali ninnananne».
Secondo la portavoce, la maggior parte delle mamme accende la radio a casa con il bambino e le canzoni orecchiabili fanno sì che sia impossibile cantare altre cose quando è ora di andare a letto. Il pezzo più popolare, per le mamme, è «Patience» dei Take That, secondo «Angels» di Williams e terzo «I kissed a girl» di Kate Perry. Bisogna anche dire che il 13% delle nuove «mums» trova le ninnananne fuori moda e troppo antiquate, mentre il 10% di loro (una su 10) non riesce a ricordarne le parole.
Quasi la metà delle mamme dice di cantare qualcosa ai loro piccolini per calmarli quando sono spaventati, mentre un terzo delle intervistate cantano una canzone al bimbo per farlo addormentare. «I bambini hanno bisogno di musica ritmata e d’ambiente per essere tranquillizzati - ha messo in guardia Simon Cooper, della Mother and Baby Music, che produce cd di musica rilassante - un certo tipo di musica pop potrà dargli questo, ma di certo non tutta».
lunedì 1 dicembre 2008
La musica INDIE balla al ritmo di Pop Porno
La musica indie è viva e lotta insieme a noi. Dalla multiforme galassia delle produzioni indipendenti riunita in conclave a Faenza per il Mei, arrivano segnali forti che Giordano Sangiorgi, storico organizzatore del meeting, riassume in un dato secco: «Negli ultimi tre mesi oltre l’80% dei titoli usciti provengono dalla produzione discografica indipendente. Parliamo di circa 400 titoli che svariano fra i generi più diversi, dagli Huga Flame, che sono giovani rapper, fino a musicisti molto più classici come Jannacci e Arigliano, o allo stesso Nicola Piovani, che suonerà qui stasera e ha prodotto Epta per un’etichetta che non appartiene al mondo delle major, l’Egea Records».
Mentre Daniele Silvestri ha festeggiato qui i suoi 15 anni di attività. Nato per dare sfogo al rock alternativo che non ne voleva sapere di essere risucchiato nell’ingranaggio delle grandi case discografiche, il circuito indie di casa nostra trent’anni fa ha sfornato band come Skiantos, Gaznevada e più tardi Litfiba e CCCP Fedeli alla linea, prima di conoscere un nuovo periodo di splendore all’inizio degli Anni 90 con l’ondata di formazioni hip-hop partita dai centri sociali. In anni recenti, nomi come Fabri Fibra, Mondo Marcio e Cor Veleno sono cresciuti in ambiente rap underground per poi approdare a contratti con le major.
E oggi? Secondo Sangiorgi siamo di fronte a un nuovo momento magico: «La realtà creativa non è mai stata così vivace: non accadeva dal ritorno dell’hip-hop dell’ultima ondata, quella di Fabri Fibra eccetera. E così dopo 3-4 anni di stasi troviamo gente come Amir nell’hip-hop, o come Vasco Brondi nell’indie-rock, col suo progetto Le luci della centrale elettrica. Sono nuovi soggetti e hanno proposte originali per stile, messaggio e approccio al palco». Non per nulla ieri Gianmarco Mazzi, direttore artistico musicale del Sanremo 2009 assieme a Paolo Bonolis, ha invitato gli indipendenti al festival: «Quest’anno offriamo un’opportunità fatta su misura per voi, con la categoria Sanremo Festival.59 la cui selezione avverrà su Internet».
Non ci si deve aspettare per forza cose impegnate, l’universo indipendente balla anche ai ritmi pop di una canzoncina come Pop porno, che a suon di My Space ha ritagliato un quarto d’ora di celebrità e forse qualcosa in più al duo che l’ha realizzato, «Il genio», cioè Gianluca De Rubertis e Alessandra Contini. Se son rose fioriranno, intanto però, dopo che il brano si è fatto largo on line, Simona Ventura si è messa a danzicchiarci sopra durante alcuni stacchetti di Quelli che il calcio. Eh già, perché il web è notoriamente uno dei canali prediletti della nuova ondata indie, mentre l’altro resta quello dei concerti, il tradizionale sangue sudore & lacrime dal vivo con cui si fanno le ossa le band da quando il rock è rock.
Certo non è tutto oro quel che luccica, e tanta creatività spesso finisce per strozzarsi nell’imbuto troppo stretto che porta alla cosiddetta musica di serie A, prodotta e distribuita dalle grandi case discografiche. Intanto, secondo fonti Mei, il mercato discografico ufficiale continua ad annaspare: dopo il forte calo del 2007 la percezione degli addetti ai lavori è «di un’ulteriore accelerazione della crisi». Da queste parti allora si consolano premiando la Bandabardò per il miglior album indipendente 2008, i 24 Grana per la miglior band, i Punkreas e i My Awesone Mixtape per il live, Meg come solista, e Le Luci della Centrale Elettrica «rivelazione».
LUCIO DALLA....il grande genio:
BOLOGNA
Non puoi dire di conoscere davvero Lucio Dalla se non sei entrato almeno una volta, con tutto lo stupore del caso, in quella che lui chiama la «stanza dello scemo», ma che è invece molto di più, il bunker della sua follia deviata, la tana dove si congiunge e fa bisboccia con i suoi veri simili, che sono puppets schizoidi, marionette caricate a molla, automi, orsacchiotti, giostrine e trenini meccanici, nell’insieme l’incubo animato di un giocattolaio pazzo. Pensi, ora apro la porta e dietro ci trovo Tim Burton alla macchina da presa o i resti di due vergini smembrate. Ci trovi invece Marco Alemanno, l’ultimo annusato talento di Lucio, giovane attore shakespeariano, nel mood e nel teschio da monologo amletico che sta nella mano anche quando non sta. Con la complicità di Elisabetta Sgarbi, Bompiani, i due hanno raccolto e pubblicato «Gli occhi di Lucio», una delizia assortita di suoni, immagini e testo.
Imperversante folletto Lucio e la sua parrucca gialla, nella casa bolognese di duemila metri quadri su due piani in un palazzo del Quattrocento in pieno centro, dietro Porta Maggiore. L’incrocio tra un luna-park e una galleria d’arte, dove il rifiuto di crescere di questo inverosimile sessantacinquenne è visibile ovunque, tra la stanza dei giochi e quella del cinematografo, nelle decine di presepi, babbi e alberi. E’ il Natale la passione atavica di questo omarino che canta infatti «Sarà tre volte Natale e festa tutto l’anno», capace di estrarre dalla sua cassa toracica qualunque suono, acuti da tenore, versi da gabbiano, squittii, borborigmi, pop accattivante. C’è posto per tutto e per tutti nella casa di Dalla, la tela preziosa di Franz Von Stuck e la coperta rossa con la faccia di Lenin, il merlo parlante che canta «Caruso», ma solo quando gli gira e Tina che lo governa da trent’anni e sembra uscita da un film di Disney, le foto di Trockij ma anche quelle degli zar, il suo alter ego Benvenuto Cellini e migliaia di altri memorabilia. La musica sempre accesa. Miles Davis nello sfondo e carillon che partono da ogni anfratto. Visto in controluce, Lucio, ha qualcosa di marziano.
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