Ormai lo sanno tutti, anche perchè già da diversi giorni, le nostre città hanno iniziato a riempirsi del giallo delle mimose.... l'8 marzo è la festa della donna.
Le origini della festa dell'8 Marzo risalgono al 1908, quando, pochi giorni prima di questa data, a New York, le operaie dell'industria tessile Cotton scioperarono per protestare contro le terribili condizioni in cui erano costrette a lavorare. Lo sciopero si protrasse per alcuni giorni, finché l'8 marzo il proprietario Mr. Johnson, bloccò tutte le porte della fabbrica per impedire alle operaie di uscire. Allo stabilimento venne appiccato il fuoco e le 129 operaie prigioniere all'interno morirono arse dalle fiamme. Tra di loro vi erano molte immigrate, tra cui anche delle donne italiane che, come le altre, cercavano di migliorare la loro condizione di vita. Successivamente questa data venne proposta come giornata di lotta internazionale, a favore delle donne, da Rosa Luxemburg, proprio in ricordo della tragedia.
L'8 Marzo fu quindi istituito, su proposta delle marxiste-leniniste russe ed europee, ispirate da Lenin, per ricordare il martirio delle 129 operaie. Esso ricorda quindi innanzitutto il tributo di sangue pagato dalla classe operaia femminile nella lotta contro lo sfruttamento capitalista e per l'emancipazione sociale. Più tardi la data assunse un'importanza mondiale, diventando il simbolo delle vessazioni che la donna ha dovuto subire nel corso dei secoli e il punto di partenza per il riscatto della propria dignità. L'8 Marzo è quindi il ricordo di quella triste giornata. Non è una "festa" ma piuttosto una ricorrenza da riproporre ogni anno come segno indelebile di quanto accaduto il secolo scorso.
Secondo altri invece la coincidenza delle due date è solo casuale e fanno risalire la scelta ad una manifestazione di donne russe che, il 23 febbraio 1917, a San Pietroburgo manifestarono per rivendicare condizioni di vita migliori ed il ritorno dei mariti impegnati al fronte. In Russia, a quel tempo, si adottava il calendario Giuliano, che risulta sfasato di alcuni giorni rispetto al nostro, per cui quel 23 febbraio coincideva con il nostro 8 marzo.
Ai giorni nostri la festa della donna è molto attesa , le associazioni femminili organizzano manifestazioni e convegni sull'argomento, ma è attesa anche dai fiorai , dai proprietari di ristoranti e locali di strip maschile (sigh) che, come accade per san valentino, non aspettano altro per rimpinguare le loro tasche.
Nel corso degli anni, quindi, è andato in massima parte perduto il vero significato di questa ricorrenza, perché la grande maggioranza delle donne approfitta di questa giornata per uscire da sola con le amiche per concedersi una serata diversa, magari all'insegna della "trasgressione", che può assumere la forma di uno spettacolo di strip maschile. Proprio come fanno gli uomini quindi quando vogliono concedersi una serata di soli uomini. Insomma tanta fatica per emanciparsi e poi sono sempre allo stesso punto?
Sembra che la mimosa sia stata adottata come fiore simbolo della festa della donna dalle femministe italiane. Era il 1946 quando l’U.D.I. (Unione donne italiane) stava preparando il primo “8 marzo” del dopoguerra. Si cercava un fiore che potesse contraddistinguere e simboleggiare la giornata. E furono le donne italiane a trovare nelle palline morbide e accese che costituiscono la profumata mimosa il simbolo della festa delle donne. In più questi fiori avevano (e hanno) il gran vantaggio di fiorire proprio nel periodo della festa e di non essere troppo costosi.Quindi che rimanga una ricorrenza e non la solita finalita' di lucro...alcune donne lo capiscono..altre aime' no...cmq AUGURI PER TUTTE LE DONNE!!Ciao alla prox
sabato 8 marzo 2008
giovedì 6 marzo 2008
LONDRA the begins
Finalmente ritorno nella mia amata INGHILTERRA precisamente LONDRA.Ebbene si' ho accettato un lavoro musicale di 10 giorni per un produttore musicale,tornarci e sempre emozionante visto che l'anno venturo e stata definita Capitale Mondiale di Glamour e Musica scalzando la bella città che non dorme mai cioe' NEW YORK!Il mio bagagliaio si arricchisce sempre di piu'ha livello mediale e musicale,un offerta che non potevo rifiutare venuta dalla mia collaborazione con vari personaggi piu' che per l'azienda con cui collaboro questo ha il significato che sto lavorando bene insieme a tutti i miei collaboratori che rendono grande il progetto dell'etichetta indipendente e societa' di gruppo che stiamo fondando...quindi la ANDYVMUSIC CORPORATION ringrazia ed emigra OltreManica..nella speranza di piu' collaborazioni visto già i buoni risultati!Un saluto al titolare e i baristi di ieri sera al QUADRILATERO dove ho suonato cover anni 80' insieme al dj GIGISOUND..siete grandi e sempre troppa gente!Naturalmente anche nel breve periodo Londinese il BLOG sara' attivo lo stesso visto che la connessione e diventata EuroMondiale cosi potro' raccontarvi le vicende al PICCADILLY CIRCUS!Spero di incontrare un'altra volta il mitico Boy George..visto che ha sempre molto da raccontare..ok dallo studio di Torino AndyV vi saluta e vi dice alla prox...Ciao e che la Musica sia sempre con voi...e naturalmente con il vostro spirito!
mercoledì 5 marzo 2008
LUCIO DALLA
La spedizione italiana a Pechino 2008 avrà una nota di classe in più. Lucio Dalla. Sarà il cantautore bolognese a comporre e cantare l’inno ufficiale della squadra azzurra all’Olimpiade che scatterà in agosto. Il Coni, in collaborazione con Radio Italia, ne ha dato annuncio durante la presentazione di “Casa Italia”, la consueta base strategica della nostra spedizione ai Giochi olimpici.
PRECEDENTI - Lucio Dalla non è il primo cantautore a misurarsi con lo sport. Indimenticabili le “Notti magiche” di Gianna Nannini e Edoardo Bennato per il Mondiale 1990, uno dei primi esperimenti del genere. Anche i Simply Red di Mick Hucknall composero una canzone per un evento sportivo, “We’re in this together” per Euro96. Persino Ricky Martin, scrivendo la canzone ufficiale di Francia 98 (“The Cup of Life”).
I miei piu' sinceri AUGURI di buon compleanno LUCIO,sei un'artista vero e professionale sto imparando e imparero' sempre da personaggi come te!AndyV
PRECEDENTI - Lucio Dalla non è il primo cantautore a misurarsi con lo sport. Indimenticabili le “Notti magiche” di Gianna Nannini e Edoardo Bennato per il Mondiale 1990, uno dei primi esperimenti del genere. Anche i Simply Red di Mick Hucknall composero una canzone per un evento sportivo, “We’re in this together” per Euro96. Persino Ricky Martin, scrivendo la canzone ufficiale di Francia 98 (“The Cup of Life”).
I miei piu' sinceri AUGURI di buon compleanno LUCIO,sei un'artista vero e professionale sto imparando e imparero' sempre da personaggi come te!AndyV
martedì 4 marzo 2008
LA CULTURA DELL'AGGRESSIONE
L’abbiamo visto bene, Cassano, che sbraitava con l’arbitro, minacciava, e ne faceva di tutti i colori. «E’ la solita Cassanata, non maturerà mai». Commentano tutti. Stigmatizzano. Ma di Cassani è piena l’Italia. Dai parcheggi ai ballatoi, dalla tv al Parlamento, dalle aule scolastiche agli uffici, siamo diventati una Repubblica fondata sull’ira.
Siamo un Paese fondato su quella passione che ci accieca spingendoci a commettere scemenze, sgradevolezze, persino crimini orribili. Se qualcuno cerca di punirci, o di posare i piedi nel nostro orticello, non discutiamo, non ci pentiamo, non ragioniamo. Ci arrabbiamo, alzando la voce e le mani.
L’ira non è certo un’invenzione nostra. Mica è figlia dei tempi moderni e stressati. La conoscevano anche gli antichi, che vivevano con ben altri ritmi. Se non ci fosse stata l’«ira funesta» del pelide Achille, forse, Troia non sarebbe caduta. Ma nell’Italia del nuovo millennio la furia che spinge a comportamenti devastanti fa parte della vita quotidiana. Berlusconi, il grande comunicatore, il leader politico che raccoglie milioni di voti, se riceve un commento sgradito dell’Annunziata si alza e se ne va, di fronte alle telecamere accese. Mike Bongiorno, uomo di spettacolo, polverizza isterico un tapiro di fronte all’occhio compiaciuto di Staffelli. Pippo Baudo, se patisce un rilievo sulla crisi di Sanremo, sbotta: «Siamo un Paese di merda». Ma si può scendere nella normalità e trovare reazioni analoghe. Per restare alla cronaca immediata, l’altro giorno un ragazzo subisce uno scherzo in classe in una scuola torinese, si volta e spappola con un calcio l’insopportabile burlone. L’automobilista che ha parcheggiato in doppia fila e riceve la giusta contravvenzione, non s’arrabbia con se stesso, ma aggredisce il vigile. Se la ragazza che ti piace un sacco dice che non ci sta, è normale ammazzarla di pugni colti da un raptus. Per banali motivi, si scatenano insulti, botte, stragi. Siamo tutti Cassani. Alcuni si pentono, come il calciatore dei bassifondi baresi, e quando l’ira sbolle chiedono scusa. Altri non rinsaviscono mai e rivendicano il sacrosanto diritto a infuriarsi, a rispondere non con l’occhio per occhio, ma con rappresaglie sproporzionate.
La rabbia appartiene all’uomo, come la fame, l’amore, o la gioia. Anzi, persino al divino. Perdevano le staffe i numi olimpici. Il Dio dell’Antico e Nuovo Testamento. Mica a caso si dice «un’ira di Dio». Intorno al 300 un raffinato pensatore come Lattanzio scrisse un bel trattatello per ricordare che il Supremo non è affatto un essere indifferente, nella propria infinita beatitudine. Lui, oltre alla misericordia, è sdegno furioso. Quando scacciò Adamo ed Eva, per esempio, era davvero fuori dalla grazia di Dio. Anche il suo Figlio s’indigna con i mercanti al tempio. E Caravaggio ha saputo dipingere su tela l’impeto del Cristo che rovescia tavolini e denari.Il problema, oggi, è però un po’ diverso. L’Italia dei Cassani, incoraggiata da migliaia di risse televisive, non crede più che il raptus sia una vacanza colpevole della ragione, ma quasi un motivo di vanto. Se tu, formica, nel tuo piccolo non t’incazzi e fai il matto, quasi non esisti. Se Naomi Campbell è autorizzata a lanciare stizzita il telefonino in testa alla colf, perché non posso sparare al vicino di casa che disturba? E la mamma convocata a scuola dall’insegnante dopo che la figlia ha tirato una testata alla compagna, perché non può arrabbiarsi e rispondere, a sua volta, tirando una testata alla prof?
L’ira è sempre esistita. Dante che cantava le pene terribili degli iracondi nell’Inferno e in Purgatorio, sapeva di essere egli stesso un iroso. E i teologi cristiani, giustamente, infilavano l’ira tra i vizi capitali, perché quando sei suo schiavo puoi commettere cose terribili, come quando pensi a Pamela Anderson (lussuria) o sbavi al cospetto d’una Sachertorte (gola). Ma per secoli, i filosofi, i precettori, i preti, hanno insegnato a tenerla a bada. Ora, nell’Italia dei Cassani, con la fine della civiltà delle buone maniere è venuto meno il rispetto dell’autorità. E così puoi fare tutto. Subito. Un magistrato ti condanna? E’ giusto dar di matto in tribunale. L’arbitro ti espelle? E’ lecito minacciarlo. Il capufficio ti chiede di rifare un lavoro? Con la scusa del mobbing gli puoi sferrare un bel calcio negli stinchi. L’amante non si decide a mollare la moglie, come ha promesso in mille cenette romantiche? E’ comprensibile (com’è successo ieri a Genova) strappargli un testicolo.
Le Furie romane erano orribili, invece dei capelli avevano vipere, nelle mani tenevano tizzoni ardenti, a cacciavano urla terribili. Ora, nell’Italia dei Cassani, la furia ha un volto bellissimo, può assumere le fattezze di una Julia Roberts che si scaglia contro i paparazzi perdendo staffe e stile.
Tanti secoli fa, il filosofo Aristotele spiegava cos’è l’etica al figlio Nicomaco. Gli diceva che l’ira è un sentimento necessario e positivo. Senza esserne infiammati, non si può né essere coraggiosi né combattere battaglie giuste. Arrabbiarsi è facile - ricordava - , tutti ne sono capaci, ma non è facile arrabbiarsi con la persona giusta, nel modo giusto, nel momento giusto. E soprattutto per la giusta causa. Nell’Italia dei Cassani, la cosa triste, è che tutti s’infuriano e fanno sfracelli per futili motivi.Me medesimo ero uno di quelli che non si faceva passare una mosca sotto il naso fin da piccolo,non perdevo un secondo se qualcuno mi prendeva in giro e giu' che scatenavo una rissa ho perdevo le staffe per una minima cosa,be' questa cosa me l'ha insegnata una persona a me cara che amavo moltissimo che sotto questo aspetto aveva ragione infatti ho appreso il comportamento e devo dire che vivo meglio,chiaramente mai farsi mettere in piedi in testa ma c'è sempre il modo piu' educato per farlo,devo dirle solo grazie per questa cosa,purtroppo non c'è stato il ricambio di idee perchè se avesse dato retta un quarto dei mie consigli vivrebbe meglio come ho imparato io,e se l'ho imparato io..(ma questa e un'altra storia)quindi e sempre utile ascoltare e apprendere dalle persone che ci amano e ci vogliono bene che cercar di voler fare i vissuti e far di testa propria perchè alla fine si paga lo scotto e anche caro..ma ho capito che non c'è piu' sordo di qui non vuol sentire quindi i consigli li do' solo con chi ne vale la pena farlo!Bene amici alla prox..e tutto..Ciao!
Siamo un Paese fondato su quella passione che ci accieca spingendoci a commettere scemenze, sgradevolezze, persino crimini orribili. Se qualcuno cerca di punirci, o di posare i piedi nel nostro orticello, non discutiamo, non ci pentiamo, non ragioniamo. Ci arrabbiamo, alzando la voce e le mani.
L’ira non è certo un’invenzione nostra. Mica è figlia dei tempi moderni e stressati. La conoscevano anche gli antichi, che vivevano con ben altri ritmi. Se non ci fosse stata l’«ira funesta» del pelide Achille, forse, Troia non sarebbe caduta. Ma nell’Italia del nuovo millennio la furia che spinge a comportamenti devastanti fa parte della vita quotidiana. Berlusconi, il grande comunicatore, il leader politico che raccoglie milioni di voti, se riceve un commento sgradito dell’Annunziata si alza e se ne va, di fronte alle telecamere accese. Mike Bongiorno, uomo di spettacolo, polverizza isterico un tapiro di fronte all’occhio compiaciuto di Staffelli. Pippo Baudo, se patisce un rilievo sulla crisi di Sanremo, sbotta: «Siamo un Paese di merda». Ma si può scendere nella normalità e trovare reazioni analoghe. Per restare alla cronaca immediata, l’altro giorno un ragazzo subisce uno scherzo in classe in una scuola torinese, si volta e spappola con un calcio l’insopportabile burlone. L’automobilista che ha parcheggiato in doppia fila e riceve la giusta contravvenzione, non s’arrabbia con se stesso, ma aggredisce il vigile. Se la ragazza che ti piace un sacco dice che non ci sta, è normale ammazzarla di pugni colti da un raptus. Per banali motivi, si scatenano insulti, botte, stragi. Siamo tutti Cassani. Alcuni si pentono, come il calciatore dei bassifondi baresi, e quando l’ira sbolle chiedono scusa. Altri non rinsaviscono mai e rivendicano il sacrosanto diritto a infuriarsi, a rispondere non con l’occhio per occhio, ma con rappresaglie sproporzionate.
La rabbia appartiene all’uomo, come la fame, l’amore, o la gioia. Anzi, persino al divino. Perdevano le staffe i numi olimpici. Il Dio dell’Antico e Nuovo Testamento. Mica a caso si dice «un’ira di Dio». Intorno al 300 un raffinato pensatore come Lattanzio scrisse un bel trattatello per ricordare che il Supremo non è affatto un essere indifferente, nella propria infinita beatitudine. Lui, oltre alla misericordia, è sdegno furioso. Quando scacciò Adamo ed Eva, per esempio, era davvero fuori dalla grazia di Dio. Anche il suo Figlio s’indigna con i mercanti al tempio. E Caravaggio ha saputo dipingere su tela l’impeto del Cristo che rovescia tavolini e denari.Il problema, oggi, è però un po’ diverso. L’Italia dei Cassani, incoraggiata da migliaia di risse televisive, non crede più che il raptus sia una vacanza colpevole della ragione, ma quasi un motivo di vanto. Se tu, formica, nel tuo piccolo non t’incazzi e fai il matto, quasi non esisti. Se Naomi Campbell è autorizzata a lanciare stizzita il telefonino in testa alla colf, perché non posso sparare al vicino di casa che disturba? E la mamma convocata a scuola dall’insegnante dopo che la figlia ha tirato una testata alla compagna, perché non può arrabbiarsi e rispondere, a sua volta, tirando una testata alla prof?
L’ira è sempre esistita. Dante che cantava le pene terribili degli iracondi nell’Inferno e in Purgatorio, sapeva di essere egli stesso un iroso. E i teologi cristiani, giustamente, infilavano l’ira tra i vizi capitali, perché quando sei suo schiavo puoi commettere cose terribili, come quando pensi a Pamela Anderson (lussuria) o sbavi al cospetto d’una Sachertorte (gola). Ma per secoli, i filosofi, i precettori, i preti, hanno insegnato a tenerla a bada. Ora, nell’Italia dei Cassani, con la fine della civiltà delle buone maniere è venuto meno il rispetto dell’autorità. E così puoi fare tutto. Subito. Un magistrato ti condanna? E’ giusto dar di matto in tribunale. L’arbitro ti espelle? E’ lecito minacciarlo. Il capufficio ti chiede di rifare un lavoro? Con la scusa del mobbing gli puoi sferrare un bel calcio negli stinchi. L’amante non si decide a mollare la moglie, come ha promesso in mille cenette romantiche? E’ comprensibile (com’è successo ieri a Genova) strappargli un testicolo.
Le Furie romane erano orribili, invece dei capelli avevano vipere, nelle mani tenevano tizzoni ardenti, a cacciavano urla terribili. Ora, nell’Italia dei Cassani, la furia ha un volto bellissimo, può assumere le fattezze di una Julia Roberts che si scaglia contro i paparazzi perdendo staffe e stile.
Tanti secoli fa, il filosofo Aristotele spiegava cos’è l’etica al figlio Nicomaco. Gli diceva che l’ira è un sentimento necessario e positivo. Senza esserne infiammati, non si può né essere coraggiosi né combattere battaglie giuste. Arrabbiarsi è facile - ricordava - , tutti ne sono capaci, ma non è facile arrabbiarsi con la persona giusta, nel modo giusto, nel momento giusto. E soprattutto per la giusta causa. Nell’Italia dei Cassani, la cosa triste, è che tutti s’infuriano e fanno sfracelli per futili motivi.Me medesimo ero uno di quelli che non si faceva passare una mosca sotto il naso fin da piccolo,non perdevo un secondo se qualcuno mi prendeva in giro e giu' che scatenavo una rissa ho perdevo le staffe per una minima cosa,be' questa cosa me l'ha insegnata una persona a me cara che amavo moltissimo che sotto questo aspetto aveva ragione infatti ho appreso il comportamento e devo dire che vivo meglio,chiaramente mai farsi mettere in piedi in testa ma c'è sempre il modo piu' educato per farlo,devo dirle solo grazie per questa cosa,purtroppo non c'è stato il ricambio di idee perchè se avesse dato retta un quarto dei mie consigli vivrebbe meglio come ho imparato io,e se l'ho imparato io..(ma questa e un'altra storia)quindi e sempre utile ascoltare e apprendere dalle persone che ci amano e ci vogliono bene che cercar di voler fare i vissuti e far di testa propria perchè alla fine si paga lo scotto e anche caro..ma ho capito che non c'è piu' sordo di qui non vuol sentire quindi i consigli li do' solo con chi ne vale la pena farlo!Bene amici alla prox..e tutto..Ciao!
lunedì 3 marzo 2008
T. FERRO....si dà al rock..METALLARI PROTESTANO
Tiziano Ferro metallaro. A trasformare il romantico cantautore in «cattivo » sono stati i Linea 77. Che lo hanno ospitato nel loro nuovo album «Horror Vacui ». Con Tiziano, che canta anche nel brano, hanno scritto «Sogni risplendono». «È stato un dono. Lui ha una voce e un senso per la melodia e
I Linea 77 (da www. rocklab.it)
l'armonia che sono rarissimi. Quello che lo rende speciale è la sua capacità di essere un Re Mida nella musica, ma con un carattere semplice e gradevolissim », spiega il chitarrista Paolo «Chinaski» Pavanello. La collaborazione è nata da un'intervista nella quale Ferro confessava che gli sarebbe piaciuto collaborare con la band torinese. I fan più duri del quintetto gli avevano già rimproverato una collaborazione con i Subsonica. Il loro myspace ora è pieno di insulti per la presenza della popstar. «Sapevamo che ci sarebbero state proteste, ma un'artista non si deve limitare. E poi a noi è sempre piaciuto provocare. La vicenda è il triste riscontro del male del secolo italiano: la faziosità».
LA CANZONE - Ma di cosa parla «Horror vacui» che prima del tour in partenza a marzo verrà presentato dal vivo con due showcase (19 a Roma e 21 a Milano) dove entra solo, e gratis, chi ha il cd in mano? «Il titolo è uno spunto critico sulla paura del vuoto interiore». Come fanno i personaggi ritratti in copertina e nel libretto del cd. Una ragazza con dei diamanti incastonati al posto degli occhi, un uomo con le mani fuse nel joypad della consolle per i videogame e altre immagini da incubo. Nel nuovo disco, che segna anche il passaggio dall'etichetta metal inglese Earache alla Universal Italia, le voci di Emo e Nitto cantano 6 pezzi su 11 in italiano. Per la prima volta la nostra lingua ha la maggioranza. Segno che i Linea, che nei primi anni avevano più fan all'estero che da noi, hanno sfondato in patria? «La situazione si è ribaltata — spiega il chitarrista — . E quella dei testi è una delle novità di questo album che più ci inorgoglisce e soddisfa». Nelle parole di «Sempre meglio», che parla di «un paese all'incontrario/ dove tutto precipita perché nessuno sbaglia mai», c'è anche una citazione di Primo Levi: «La frase "danza degli uomini spenti" viene da "Se questo è un uomo". Ci sembrava un'immagine che dava il senso del mondo in cui siamo. Pur essendo rockettari e tatuati amiamo letteratura e cinema. Lo stereotipo del metallaro non si adatta a noi».Cmq le collaborazioni ci sono e sempre ci saranno...e un'artista rimane sempre con il suo stile anche se alle volte puo' prendere un'altro binario..Ciao!
I Linea 77 (da www. rocklab.it)
l'armonia che sono rarissimi. Quello che lo rende speciale è la sua capacità di essere un Re Mida nella musica, ma con un carattere semplice e gradevolissim », spiega il chitarrista Paolo «Chinaski» Pavanello. La collaborazione è nata da un'intervista nella quale Ferro confessava che gli sarebbe piaciuto collaborare con la band torinese. I fan più duri del quintetto gli avevano già rimproverato una collaborazione con i Subsonica. Il loro myspace ora è pieno di insulti per la presenza della popstar. «Sapevamo che ci sarebbero state proteste, ma un'artista non si deve limitare. E poi a noi è sempre piaciuto provocare. La vicenda è il triste riscontro del male del secolo italiano: la faziosità».
LA CANZONE - Ma di cosa parla «Horror vacui» che prima del tour in partenza a marzo verrà presentato dal vivo con due showcase (19 a Roma e 21 a Milano) dove entra solo, e gratis, chi ha il cd in mano? «Il titolo è uno spunto critico sulla paura del vuoto interiore». Come fanno i personaggi ritratti in copertina e nel libretto del cd. Una ragazza con dei diamanti incastonati al posto degli occhi, un uomo con le mani fuse nel joypad della consolle per i videogame e altre immagini da incubo. Nel nuovo disco, che segna anche il passaggio dall'etichetta metal inglese Earache alla Universal Italia, le voci di Emo e Nitto cantano 6 pezzi su 11 in italiano. Per la prima volta la nostra lingua ha la maggioranza. Segno che i Linea, che nei primi anni avevano più fan all'estero che da noi, hanno sfondato in patria? «La situazione si è ribaltata — spiega il chitarrista — . E quella dei testi è una delle novità di questo album che più ci inorgoglisce e soddisfa». Nelle parole di «Sempre meglio», che parla di «un paese all'incontrario/ dove tutto precipita perché nessuno sbaglia mai», c'è anche una citazione di Primo Levi: «La frase "danza degli uomini spenti" viene da "Se questo è un uomo". Ci sembrava un'immagine che dava il senso del mondo in cui siamo. Pur essendo rockettari e tatuati amiamo letteratura e cinema. Lo stereotipo del metallaro non si adatta a noi».Cmq le collaborazioni ci sono e sempre ci saranno...e un'artista rimane sempre con il suo stile anche se alle volte puo' prendere un'altro binario..Ciao!
FRANKIE HI-NRG Mc
Francesco Di Gesù - (Torino, 18 luglio 1969) è un rapper italiano. Di origini siciliane, è attivo fin dagli albori del movimento hip hop in Italia (primi anni novanta).
Finora ha realizzato tre album, nei quali affronta prevalentemente tematiche riguardanti la politica e la società. I primi concerti di rilievo per Frankie furono quelli che introducevano i Run DMC e i Beastie Boys durante il tour italiano del 1992, un buon mezzo per pubblicizzare il suo album d'esordio, Verba Manent, che uscì nel 1993; il singolo di maggior successo fu "Fight Da Faida", pezzo contro la mafia, la camorra, il terrorismo e la corruzione, che arrivò persino ad essere diffuso in discoteca; ciò portò Frankie ad essere accusato dal mondo dei centri sociali, dei quali l'artista non si è mai sentito parte, di essere un "venduto". Il rapper si è sempre difeso dicendo che il compito del rapper è di insegnare a tutti e in tutti i luoghi. Frankie raggiunse l'apice della sua carriera con l'uscita nel 1997 del suo secondo album, “La morte dei miracoli”, trascinato dal singolo "Quelli che benpensano" (Premio Italiano della Musica come canzone dell'anno).
Il disco contiene inoltre altri successi dell'artista come "Autodafé" e "Giù le mani da Caino", nella quale Frankie si schierò contro la condanna a morte. Nel luglio del 2005 fu pubblicata una raccolta dei suoi migliori pezzi riarrangiati più un inedito, "Dimmi dimmi tu". In questo album il brano "Giù le mani da Caino" è cantato sulla colonna sonora di Le avventure di Pinocchio.
Da molti anni è definito il Nas italiano per l’uso che fa della metrica e per le rime intelligenti e mai manali, che sono poi l’essenza stessa del rap visto come veicolo di informazione e di educazione. Il suo nuovo album, dal titolo “DePrimoMaggio, uscirà a febbraio 2008 in occasione della sua partecipazione al Festival di Sanremo con la canzone "Rivoluzione".
Frankie hi-nrg mc – cronobiografia Frankie hi-nrg mc è nato a Torino nel 1969. E’ un rapper, autore e compositore. Ha anche maturato una buona esperienza come videomaker. E’ sposato ed attualmente vive a Cremona.
1991 Pubblica il primo singolo "Fight da Faida" (Irma Records).
1992 Si esibisce come supporter nei tour italiani di Run-DMC e Beastie Boys. “Fight da Faida” riceve il premio della critica dalla redazione di “Musica e Dischi”.
1993 Pubblica il primo album "Verba Manent" (BMG Ricordi). Inizia un tour nazionale di un anno e mezzo. Produce con Vittorio Gassman parte della colonna sonora dello spettacolo "Camper", interpretato da Vittorio ed Alessandro Gassman al “Festival dei due mondi” di Spoleto.
1995 Realizza la canzone “La cattura” per il concerto del 25 Aprile a Napoli in piazza Plebiscito,dove lo esegue assieme a Michael Brecker.
1997 Pubblica il secondo album "La morte dei miracoli" (BMG Ricordi). Realizza il videoclip della canzone "Quelli che benpensano". Inizia un tour nazionale di oltre 18 mesi.
1998 "Quelli che benpensano" vince il Premio Italiano della Musica (PIM) come canzone dell'anno. Realizza il videoclip della canzone “Autodafé".
1999 Partecipa al progetto La Comitiva (Virgin Music) con la canzone "Nottetempo", assieme alla cantante Elisa. Scrive ed interpreta il ritornello per la versione italiana della canzone “Hate me now” (Sony Music) di Nas e Puff Daddy.
2000 Realizza i videoclip dei Flaminio Maphia “Bada” (Extra Labels) e dei Tiromancino (Virgin Music) "La descrizione di un attimo", "Muovo le ali di nuovo" e “Due destini”. Il videoclip de “La descrizione di un attimo” riceve il premio Duel come miglior video pop al Meeting delle Etichette Indipendenti di Faenza.
2002 Si esibisce con l’ensemble Alter Ego in un concerto di musica contemporanea del M°Frederic Rzewski per RAI Radio 3, di cui viene pubblicato un disco per la Stradivarius. Partecipa con il M° Alvin Curran ed Alter Ego all’opera contemporanea “Brut Beat Brute Bruit” per il “Festival delle Nazioni” di Città di Castello. Realizza con la Banda Osiris la sigla della trasmissione “Caterpillar” di RAI Radio2.
2003 Pubblica il brano “Passaporto per resistere” nell'album “The world according to RZA” di RZA. Realizza il videoclip di Pacifico “Gli occhi al cielo” (Carosello records), premiato al Meeting delle Etichette Indipendenti di Faenza.
Pubblica il suo terzo album “Ero un autarchico” (Bmg Records), con la partecipazione di Franca Valeri, Arnoldo Foà, Paola Cortellesi, Antonio Rezza e Pacifico. Realizza il videoclip della canzone “Chiedi chiedi”. Inizia un tour nazionale di 10 mesi.
2004 Realizza il video della canzone “Raplamento”. Partecipa al brano “Non mi chiedermi” (Ukapan Records) di Paola Cortellesi e Rocco Tanica. Si esibisce con Paola Cortellesi alla serata finale del Festival di Sanremo. Conduce per oltre 2 mesi la trasmissione televisiva “Brand:new” su MTV. Tiene per un anno sul mensile Rockstar la rubrica di critica televisiva “Il terrestre digitale”. Si esibisce al Teatro San Martin di Buenos Aires nell’opera “Brut Beat Brute Bruit”col M°Alvin Curran ed Alter Ego.
2005 Debutta con lo spettacolo “Rap©ital” con un tour di 8 mesi. Pubblica il quarto album “Rap©ital” (Sony – BMG), che raccoglie i brani riarrangiati dell’omonimo spettacolo, tra cui i brani “Autodafé vs Profondo Rosso” e “Giù le mani da Lucignolo”, in cui ripropone il celebre tema dello sceneggiato “Pinocchio” di L. Comencini.
2006 Si esibisce come dj in vari club, proponendo un repertorio hip-hop / electro. Partecipa all’album “Sglobal” di Mimmo Locasciulli ,nella traccia omonima. Nell’album della Banda Osiris interpreta la cover di “Che notte!” di Fred Buscaglione. Realizza insieme all’Istituto Barlumen la sigla del programma di MTV Italia “Italo-Spagnolo”, condotto da Fabio Volo
2007 Partecipa al progetto “Chantsong Orchestra” con una cover del brano “Disconnetti il potere”. Partecipa in quattro canzoni/fiaba incluse nel disco/libro “Felici e cantanti” dell’Istituto Barlumen Band
2008 Partecipa come concorrente al Festival della Canzone Italiana di Sanremo con il brano “Rivoluzione”. ll 29 febbraio esce il suo quinto album intitolato “DePrimoMaggio” (Sony-BMG).Gli artisti alle volte si equivalgono...ma alle volte no..chi come lui scrive cose vere e reali che accadono alla societa' e nella vita reale va apprezzato e da parte mia non posso che applaudirlo per cio' che scrive e realizza come musica!..Alla prox con un'altro personaggio con dei valori..Ciao!
Finora ha realizzato tre album, nei quali affronta prevalentemente tematiche riguardanti la politica e la società. I primi concerti di rilievo per Frankie furono quelli che introducevano i Run DMC e i Beastie Boys durante il tour italiano del 1992, un buon mezzo per pubblicizzare il suo album d'esordio, Verba Manent, che uscì nel 1993; il singolo di maggior successo fu "Fight Da Faida", pezzo contro la mafia, la camorra, il terrorismo e la corruzione, che arrivò persino ad essere diffuso in discoteca; ciò portò Frankie ad essere accusato dal mondo dei centri sociali, dei quali l'artista non si è mai sentito parte, di essere un "venduto". Il rapper si è sempre difeso dicendo che il compito del rapper è di insegnare a tutti e in tutti i luoghi. Frankie raggiunse l'apice della sua carriera con l'uscita nel 1997 del suo secondo album, “La morte dei miracoli”, trascinato dal singolo "Quelli che benpensano" (Premio Italiano della Musica come canzone dell'anno).
Il disco contiene inoltre altri successi dell'artista come "Autodafé" e "Giù le mani da Caino", nella quale Frankie si schierò contro la condanna a morte. Nel luglio del 2005 fu pubblicata una raccolta dei suoi migliori pezzi riarrangiati più un inedito, "Dimmi dimmi tu". In questo album il brano "Giù le mani da Caino" è cantato sulla colonna sonora di Le avventure di Pinocchio.
Da molti anni è definito il Nas italiano per l’uso che fa della metrica e per le rime intelligenti e mai manali, che sono poi l’essenza stessa del rap visto come veicolo di informazione e di educazione. Il suo nuovo album, dal titolo “DePrimoMaggio, uscirà a febbraio 2008 in occasione della sua partecipazione al Festival di Sanremo con la canzone "Rivoluzione".
Frankie hi-nrg mc – cronobiografia Frankie hi-nrg mc è nato a Torino nel 1969. E’ un rapper, autore e compositore. Ha anche maturato una buona esperienza come videomaker. E’ sposato ed attualmente vive a Cremona.
1991 Pubblica il primo singolo "Fight da Faida" (Irma Records).
1992 Si esibisce come supporter nei tour italiani di Run-DMC e Beastie Boys. “Fight da Faida” riceve il premio della critica dalla redazione di “Musica e Dischi”.
1993 Pubblica il primo album "Verba Manent" (BMG Ricordi). Inizia un tour nazionale di un anno e mezzo. Produce con Vittorio Gassman parte della colonna sonora dello spettacolo "Camper", interpretato da Vittorio ed Alessandro Gassman al “Festival dei due mondi” di Spoleto.
1995 Realizza la canzone “La cattura” per il concerto del 25 Aprile a Napoli in piazza Plebiscito,dove lo esegue assieme a Michael Brecker.
1997 Pubblica il secondo album "La morte dei miracoli" (BMG Ricordi). Realizza il videoclip della canzone "Quelli che benpensano". Inizia un tour nazionale di oltre 18 mesi.
1998 "Quelli che benpensano" vince il Premio Italiano della Musica (PIM) come canzone dell'anno. Realizza il videoclip della canzone “Autodafé".
1999 Partecipa al progetto La Comitiva (Virgin Music) con la canzone "Nottetempo", assieme alla cantante Elisa. Scrive ed interpreta il ritornello per la versione italiana della canzone “Hate me now” (Sony Music) di Nas e Puff Daddy.
2000 Realizza i videoclip dei Flaminio Maphia “Bada” (Extra Labels) e dei Tiromancino (Virgin Music) "La descrizione di un attimo", "Muovo le ali di nuovo" e “Due destini”. Il videoclip de “La descrizione di un attimo” riceve il premio Duel come miglior video pop al Meeting delle Etichette Indipendenti di Faenza.
2002 Si esibisce con l’ensemble Alter Ego in un concerto di musica contemporanea del M°Frederic Rzewski per RAI Radio 3, di cui viene pubblicato un disco per la Stradivarius. Partecipa con il M° Alvin Curran ed Alter Ego all’opera contemporanea “Brut Beat Brute Bruit” per il “Festival delle Nazioni” di Città di Castello. Realizza con la Banda Osiris la sigla della trasmissione “Caterpillar” di RAI Radio2.
2003 Pubblica il brano “Passaporto per resistere” nell'album “The world according to RZA” di RZA. Realizza il videoclip di Pacifico “Gli occhi al cielo” (Carosello records), premiato al Meeting delle Etichette Indipendenti di Faenza.
Pubblica il suo terzo album “Ero un autarchico” (Bmg Records), con la partecipazione di Franca Valeri, Arnoldo Foà, Paola Cortellesi, Antonio Rezza e Pacifico. Realizza il videoclip della canzone “Chiedi chiedi”. Inizia un tour nazionale di 10 mesi.
2004 Realizza il video della canzone “Raplamento”. Partecipa al brano “Non mi chiedermi” (Ukapan Records) di Paola Cortellesi e Rocco Tanica. Si esibisce con Paola Cortellesi alla serata finale del Festival di Sanremo. Conduce per oltre 2 mesi la trasmissione televisiva “Brand:new” su MTV. Tiene per un anno sul mensile Rockstar la rubrica di critica televisiva “Il terrestre digitale”. Si esibisce al Teatro San Martin di Buenos Aires nell’opera “Brut Beat Brute Bruit”col M°Alvin Curran ed Alter Ego.
2005 Debutta con lo spettacolo “Rap©ital” con un tour di 8 mesi. Pubblica il quarto album “Rap©ital” (Sony – BMG), che raccoglie i brani riarrangiati dell’omonimo spettacolo, tra cui i brani “Autodafé vs Profondo Rosso” e “Giù le mani da Lucignolo”, in cui ripropone il celebre tema dello sceneggiato “Pinocchio” di L. Comencini.
2006 Si esibisce come dj in vari club, proponendo un repertorio hip-hop / electro. Partecipa all’album “Sglobal” di Mimmo Locasciulli ,nella traccia omonima. Nell’album della Banda Osiris interpreta la cover di “Che notte!” di Fred Buscaglione. Realizza insieme all’Istituto Barlumen la sigla del programma di MTV Italia “Italo-Spagnolo”, condotto da Fabio Volo
2007 Partecipa al progetto “Chantsong Orchestra” con una cover del brano “Disconnetti il potere”. Partecipa in quattro canzoni/fiaba incluse nel disco/libro “Felici e cantanti” dell’Istituto Barlumen Band
2008 Partecipa come concorrente al Festival della Canzone Italiana di Sanremo con il brano “Rivoluzione”. ll 29 febbraio esce il suo quinto album intitolato “DePrimoMaggio” (Sony-BMG).Gli artisti alle volte si equivalgono...ma alle volte no..chi come lui scrive cose vere e reali che accadono alla societa' e nella vita reale va apprezzato e da parte mia non posso che applaudirlo per cio' che scrive e realizza come musica!..Alla prox con un'altro personaggio con dei valori..Ciao!
domenica 2 marzo 2008
CAPOLINEA....SANREMO!
Non è detto, perché qui mai nulla succede davvero, ma quello che avete visto ieri sera in tv potrebbe essere stato l'ultimo giorno di Pippo: di una certa democristianità televisiva pietosa e crudele, di un'Italia da maestro Manzi che non è mai troppo tardi per diventare qualcuno, persino una domestica straniera se s'impegna può trasformarsi in una star. Invece no, non può: la gente cambia canale. Fine del Festival come Baudo lo ha pensato congegnato e disegnato da quarant'anni in qua, ha cominciato nel '68.
Ultimo giorno di Pippo, ultimo giorno di Sanremo in versione nazional-popolare, ultimo giorno di una tv che non esiste più se non nella testa di chi ancora crede che cento bambini di periferia che ballano il tip tap mascherati da Fred Astaire sia "un grande momento di televisione" e non al massimo una commovente esibizione di fine corso per i loro cari. La notizia confortante è che ora sappiamo con certezza che l'idea del "ma anche" non paga. Il veltroniano ecumenismo sanremese ha prodotto i peggiori risultati della storia e chissà che non sia un monito per le elezioni che verranno. Tanta illusione per nulla. Tanta ansia da par condicio, tanto allarme preventivo - "aiuto, il festival dei comunisti in campagna elettorale" - e poi niente: il precipizio, il baratro.
Baudo si presenta impeccabile in sala stampa, il mattino dell'ultimo giorno, per il congedo definitivo. Ha l'aria serena di un San Sebastiano: ho fatto bene, se gli italiani non mi capiscono pazienza, io sono contento. "Bei tempi quando non c'era l'Auditel". Del resto aveva detto chiaro il suo pensiero due giorni prima: la tv trash piace a un'Italia di merda, io faccio tv di qualità. Prendono nota 1200 giornalisti, uno spiegamento di forze mai visto neppure alle convention per le primarie Usa, non parliamo delle feste dell'Udeur che pure Baudo ha frequentato.
Vediamo la rassegna stampa internazionale, piuttosto: quattro articoli parlano di Festival. Uno in Austria, uno in Russia (un'agenzia) e due in Svizzera forse per via di Meneguzzi che è del posto. La sigla di apertura è una pomposa Eurovisione: non sono collegate la Germania né la Francia né la Spagna, però. Gli unici oltreconfine che seguono il festival sono i kosovari e gli albanesi che poi difatti arrivano pensando di trovarci per le strade a ballare il tip tap e distribuire fiori ma in fondo lo sanno anche loro che non è vero, hanno le loro fonti.
Il primo a parlare di Titanic, metafora logora qui più che abusata, è stata quella vecchia volpe della navigazione politico-televisiva a vista che è Fabrizio Del Noce: "Il Titanic si dirige verso l'iceberg ed è troppo tardi per cambiare rotta". Era martedì notte, secondo giorno. Del Noce, direttore di RaiUno, in cuor suo pensa che (se Berlusconi vince le elezioni) l'anno prossimo sarà direttore generale della Rai. Per il futuro del Festival si impegna ma non troppo: "Se il prossimo Sanremo andrà bene sarà merito del mio successore, se andrà male sarà colpa mia", spiega.
Si è assentato un giorno per andare al processo che lo vede imputato per aver "eliminato l'olfatto" all'inviato di Striscia che gli voleva consegnare un Tapiro, colpito sul naso da un microfono. Torna e una sua idea "rivoluzionaria" ce l'ha: "Bisognerebbe sparigliare. Non Bonolis, no. Nemmeno Fiorello che tanto non lo vuole fare. Penso a Christian De Sica. Se no Gerry Scotti. Donne non ce ne sono. Maria De Filippi è bravissima ma non è adatta al pubblico di RaiUno". Christian De Sica per sparigliare, ecco l'ideona. Il pubblico di RaiUno, del resto. Quel certo mix fra Bagaglino e revival degli Ottanta. Le battute spinte ma non troppo, le signore in platea coi poderosi fianchi fasciati di leopardo che fanno "oh" di vergogna con la mano sulla bocca quando Chiambretti dice alla valletta ungherese "che bel gulash" e poi vanno in delirio per l'esibizione di Giò di Tonno e Lola Ponce, favoritissimi, più un amplesso simulato che un pezzo di musica.
Non si è mai visto in natura tanto leopardo: solo nella selva amazzonica e fra le poltrone dell'Ariston. Un gusto che non può premiare, è evidente, la raffinata eleganza di Giorgia (Gucci il vestito, Tenco la canzone, strepitosa la voce) né la francescana solare semplicità di Jovanotti venuto con Ben Harper a ricordare che bastano una ballata e una chitarra a far piangere. Sono infatti entrambi presentati - con Fiorella Mannoia - come esempi di qualità per un pubblico di nicchia, un azzardo per RaiUno. Jovanotti vota Obama (capita l'allusione?), i vincitori giovani del festival invece non votano. Né i due fratelli ventenni del Nordest cresciuti nel garage della villetta di Verona, i Sonhora con l'acca insensata e una canzone qualunque, né i cinque trentenni di Roma Sud, la Scelta, quelli che "la mia casa è un altopiano nel centro di Milano, mi sento un africano metropolitano" e invece no, disfattisti anche loro "tanto i politici sono tutti uguali". Il nuovo che avanza.
Del resto i giornali riferiscono che il candidato premier della Destra Santanché afferma di "non averla mai data per fare carriera", il brano di Max Gazzè "Il solito sesso" si staglia come manifesto sofisticatissimo di delicate allusioni. Vince, a Sanremo 2008, tutto quello che ha un sentore decadente di morte: lo spirito del tempo e del luogo. Giorgia che interpreta Tenco il miglior momento. Picco di audience per Loredana Bertè in lacrime mentre riceve il premio mai ritirato da sua sorella suicida: Baudo la tratta con la premura che si deve a un malato di nervi ma Bertè resta la sola fuoriclasse, difatti esclusa. Entusiasmo della critica per Tricarico, artista sensibilissimo a un passo dall'autismo televisivo, spaventato dal circo Barnum qui intorno. Un minuto di silenzio, l'ultima sera, per i morti sul lavoro. Poi lui canta e tutti insieme a lui: "Voglio una vita tranquilla, la, la, la". Viviamo un tempo opaco, le ambizioni sono al minimo. Sanremo, come sempre, testimonia.Bene dal canto nostro non possiamo che essere contenti di ARIEL..premio come miglior giovane solista,fara' strada perche' ha personalita' e carisma da palcoscenico,..e un commento personale su MIETTA..conoscendola e veramente un gran bella donna sotto ogni aspetto..ok si torna sul lavoro da Torino...il Festival si e spento e spero anche con la solita gente...alla prox....Ciao!!
Ultimo giorno di Pippo, ultimo giorno di Sanremo in versione nazional-popolare, ultimo giorno di una tv che non esiste più se non nella testa di chi ancora crede che cento bambini di periferia che ballano il tip tap mascherati da Fred Astaire sia "un grande momento di televisione" e non al massimo una commovente esibizione di fine corso per i loro cari. La notizia confortante è che ora sappiamo con certezza che l'idea del "ma anche" non paga. Il veltroniano ecumenismo sanremese ha prodotto i peggiori risultati della storia e chissà che non sia un monito per le elezioni che verranno. Tanta illusione per nulla. Tanta ansia da par condicio, tanto allarme preventivo - "aiuto, il festival dei comunisti in campagna elettorale" - e poi niente: il precipizio, il baratro.
Baudo si presenta impeccabile in sala stampa, il mattino dell'ultimo giorno, per il congedo definitivo. Ha l'aria serena di un San Sebastiano: ho fatto bene, se gli italiani non mi capiscono pazienza, io sono contento. "Bei tempi quando non c'era l'Auditel". Del resto aveva detto chiaro il suo pensiero due giorni prima: la tv trash piace a un'Italia di merda, io faccio tv di qualità. Prendono nota 1200 giornalisti, uno spiegamento di forze mai visto neppure alle convention per le primarie Usa, non parliamo delle feste dell'Udeur che pure Baudo ha frequentato.
Vediamo la rassegna stampa internazionale, piuttosto: quattro articoli parlano di Festival. Uno in Austria, uno in Russia (un'agenzia) e due in Svizzera forse per via di Meneguzzi che è del posto. La sigla di apertura è una pomposa Eurovisione: non sono collegate la Germania né la Francia né la Spagna, però. Gli unici oltreconfine che seguono il festival sono i kosovari e gli albanesi che poi difatti arrivano pensando di trovarci per le strade a ballare il tip tap e distribuire fiori ma in fondo lo sanno anche loro che non è vero, hanno le loro fonti.
Il primo a parlare di Titanic, metafora logora qui più che abusata, è stata quella vecchia volpe della navigazione politico-televisiva a vista che è Fabrizio Del Noce: "Il Titanic si dirige verso l'iceberg ed è troppo tardi per cambiare rotta". Era martedì notte, secondo giorno. Del Noce, direttore di RaiUno, in cuor suo pensa che (se Berlusconi vince le elezioni) l'anno prossimo sarà direttore generale della Rai. Per il futuro del Festival si impegna ma non troppo: "Se il prossimo Sanremo andrà bene sarà merito del mio successore, se andrà male sarà colpa mia", spiega.
Si è assentato un giorno per andare al processo che lo vede imputato per aver "eliminato l'olfatto" all'inviato di Striscia che gli voleva consegnare un Tapiro, colpito sul naso da un microfono. Torna e una sua idea "rivoluzionaria" ce l'ha: "Bisognerebbe sparigliare. Non Bonolis, no. Nemmeno Fiorello che tanto non lo vuole fare. Penso a Christian De Sica. Se no Gerry Scotti. Donne non ce ne sono. Maria De Filippi è bravissima ma non è adatta al pubblico di RaiUno". Christian De Sica per sparigliare, ecco l'ideona. Il pubblico di RaiUno, del resto. Quel certo mix fra Bagaglino e revival degli Ottanta. Le battute spinte ma non troppo, le signore in platea coi poderosi fianchi fasciati di leopardo che fanno "oh" di vergogna con la mano sulla bocca quando Chiambretti dice alla valletta ungherese "che bel gulash" e poi vanno in delirio per l'esibizione di Giò di Tonno e Lola Ponce, favoritissimi, più un amplesso simulato che un pezzo di musica.
Non si è mai visto in natura tanto leopardo: solo nella selva amazzonica e fra le poltrone dell'Ariston. Un gusto che non può premiare, è evidente, la raffinata eleganza di Giorgia (Gucci il vestito, Tenco la canzone, strepitosa la voce) né la francescana solare semplicità di Jovanotti venuto con Ben Harper a ricordare che bastano una ballata e una chitarra a far piangere. Sono infatti entrambi presentati - con Fiorella Mannoia - come esempi di qualità per un pubblico di nicchia, un azzardo per RaiUno. Jovanotti vota Obama (capita l'allusione?), i vincitori giovani del festival invece non votano. Né i due fratelli ventenni del Nordest cresciuti nel garage della villetta di Verona, i Sonhora con l'acca insensata e una canzone qualunque, né i cinque trentenni di Roma Sud, la Scelta, quelli che "la mia casa è un altopiano nel centro di Milano, mi sento un africano metropolitano" e invece no, disfattisti anche loro "tanto i politici sono tutti uguali". Il nuovo che avanza.
Del resto i giornali riferiscono che il candidato premier della Destra Santanché afferma di "non averla mai data per fare carriera", il brano di Max Gazzè "Il solito sesso" si staglia come manifesto sofisticatissimo di delicate allusioni. Vince, a Sanremo 2008, tutto quello che ha un sentore decadente di morte: lo spirito del tempo e del luogo. Giorgia che interpreta Tenco il miglior momento. Picco di audience per Loredana Bertè in lacrime mentre riceve il premio mai ritirato da sua sorella suicida: Baudo la tratta con la premura che si deve a un malato di nervi ma Bertè resta la sola fuoriclasse, difatti esclusa. Entusiasmo della critica per Tricarico, artista sensibilissimo a un passo dall'autismo televisivo, spaventato dal circo Barnum qui intorno. Un minuto di silenzio, l'ultima sera, per i morti sul lavoro. Poi lui canta e tutti insieme a lui: "Voglio una vita tranquilla, la, la, la". Viviamo un tempo opaco, le ambizioni sono al minimo. Sanremo, come sempre, testimonia.Bene dal canto nostro non possiamo che essere contenti di ARIEL..premio come miglior giovane solista,fara' strada perche' ha personalita' e carisma da palcoscenico,..e un commento personale su MIETTA..conoscendola e veramente un gran bella donna sotto ogni aspetto..ok si torna sul lavoro da Torino...il Festival si e spento e spero anche con la solita gente...alla prox....Ciao!!
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