martedì 13 maggio 2008

Ritorna il grande "PINO DANIELE"

Alla fine, non è stato così difficile: è bastato che si prendesse un manager vero, all’altezza di una storia. Con l’entrata nella sua vita di Michele Torpedine, l’uomo che lanciò Andrea Bocelli, torna a scoppiare il fenomeno Pino Daniele. È stato come togliere la polvere accumulata, in troppi anni di tormentata solitudine, su un monumento della canzone italiana. Pino è colui che 30 anni fa aveva modernizzato la canzone napoletana, dandole nuova vita e prospettive; è vero che dopo di lui il diluvio, ma venerdì esce Ricomincio da 30, triplo - e meraviglioso, con nuovi straordinari riarrangiamenti - album dedicato a Massimo Troisi che ripercorre per intero la storia dell’artista, con ospiti come Al Di Meola, Chick Corea, Wayne Shorter, Giorgia e altri.
Da lui stesso prodotto insieme a Humberto Gattica, personaggio di caratura internazionale che ha firmato i lavori di grandi, dalla Dion a Bublé, contiene l’intero profilo dell’uomo del neapolitan power, più quattro inediti (in napoletano, italiano, inglese: il suo gramelot), il primo dei quali, Anema e core, ha una frase rivelatrice: «Ho voglia di ricominciare / Senza farmi condizionare / Da niente e nisciuno...».
Ma il colpo d’ala è già l’evento dell’anno: un concerto al San Paolo di Napoli, dal titolo Vaimò 2008 Live, il prossimo 8 luglio, nel quale Pino suonerà con le tre formazioni che hanno fatto la sua storia; si ritroverà dunque a incrociare gli strumenti con Toni Esposito, Tullio De Piscopo, James Senese, Joe Amoruso, Zurzolo e altra gente con la quale ha fatto, negli anni, l’amore ma anche fiamme di litigi...da non perdere assolutamente...Ciao!

lunedì 12 maggio 2008

Arriva.."MONETINE"...di Daniele Silvestri

ALLA VIGILIA dei quarant'anni, che festeggerà a metà agosto, Daniele Silvestri si guarda indietro a osservare le sue canzoni. In quasi quindici anni ha cantato i suoi piccoli grandi amori, le sue passioni, i viaggi, personaggi e fenomeni, amici e anche nemici. Con ironia e coerenza è stata la voce non solo per quelli nati negli anni Sessanta, che considerano alcuni brani ormai degli inni generazionali. Ha conquistato anche il vasto e giovanissimo pubblico di Sanremo soprattutto con Salirò e La paranza, diventati dei tormentoni. Sempre sotto l'ala protettiva della critica che lo ha apprezzato e incoraggiato.
Guardando al passato, il cantautore romano si è divertito a ripescare dal suo repertorio, che vanta circa novanta pezzi, quei brani che per lui meritano un riascolto o una nuova edizione, ed è così che è nato Monetine, un doppio cd su etichetta Sony Bmg, prodotto e realizzato dal suo storico produttore Enzo Miceli, da oggi in vendita anche in versione con dvd.
Monetine è anche il titolo del singolo che ha anticipato l'album nei giorni scorsi in radio (ascolta). Si tratta di una versione profondamente rinnovata nella musica e nel testo di Pozzo dei desideri (da Sig. Dapatas, 1999) che trova un'identità diversa e definitiva. Altri quattro brani, Dove sei, Idiota, L'uomo intero e La classifica, sono invece stati appositamente risuonati per l'occasione tra la Slovenia e lo studio Officine Meccaniche di Milano.
Nei due cd (Testa il primo, Croce il secondo) ci sono successi come Le cose in comune, L'uomo col megafono, Cohiba, Aria, Salirò e La Paranza accanto a brani come Il flamenco della doccia, Amore mio, Desaparecido, Sempre di domenica, Il mio nemico, Gino e l'alfetta. Sono 18 pezzi nel primo e 17 nel secondo cd, tutti in ordine cronologico. "Mi sono divertito molto - racconta Silvestri, soddisfatto del risultato - Non è stato solo un lavoro di bieco impacchettamento, la selezione è stata faticosa e inevitabilmente è stato sacrificato qualcosa ma è un racconto fedele della mia carriera, mi riconosco in questa raccolta,..alla prox..Ciao

domenica 11 maggio 2008

JOVANOTTI...apre il concerto

RIMINI (11 maggio) - Pubblico entusiasta per il concerto d'apertura del Safari tour 2008 di Jovanotti. Dopo due ore di sudore e ballo scatenato sul palco, Lorenzo ne ha ancora per i giornalisti che lo attorniano. e parla volentieri del suo nuovo spettacolo, di musica, politica e del nuovo singolo Safari con il video girato a Rio de Janeiro.
«Il suono ti deve stordire - dice il cantante 41enne dopo due ore di concerto seguito da un pubblico attentissimo al Al 105 Stadium di Rimini -. E' un modo per prevedere il futuro. In realtà è tutto un gioco, anche il finale del concerto dedicato a Modugno, dove usciamo sul palco tutti eleganti. Uno show faticoso, che comincia molto da rockstar: immagini dal camerino e poi si entra nella recita del rock'n roll. Con tanto di giacca elettrica che ho preso dal film Il cavaliere elettrico: sono led potentissimi. Mi sento come l'Uomo Ragno», ha aggiunto Lorenzo Cherubini.
Ad appludire Jovanotti sotto il palco c'era anche l'amico Valentino Rossi (con cui va in moto in fuoristrada), che ha potuto ascoltare Rimini di De Andrè. «Un testo straordinario, un capolavoro impressionante - spiega Jovanotti - . Ma il pezzo-chicca del concerto sarà ogni volta diverso. A Roma farò Lindberg di Fossati. Canterò in ogni città un pezzo che nessuno si aspetta. Cosi come ci sono delle immagini forti che scorrono sullo schermo alle mie spalle, come alcune fucilazioni. È una "raccolta" che abbiamo fatto attraverso YouTube: dato che abbiamo questo schermo molto definito, lo abbiamo usato come fonte di luce per ottenere un effetto-choc. Abbiamo fatto degli innesti potenti, ma minimalisti. Ho cercato di fare uno show per mettere in scena quello che mi piace». «Il mio - continua Lorenzo - è sempre un atto d'amore verso la musica che riesce ad armonizzare, ma attraverso la tecnologia. Per esempio il mio omaggio a Modugno: lui è il più grande di tutti. È stato la partenza della canzone d'autore italiana. Ma è tutta la musica che per me serve a dare segnali, a piantare alberi, si potrebbe dire».
Ma Jovanotti pensa ancora positivo? «Io stimo molto Veltroni; però è successo qualcosa e perciò non sono totalmente deluso di come è andata. Ha fatto un grande lavoro anche se non ha raccolto i risultati che si aspettava. Ma è giovane e potrà essere in futuro un ottimo capo del governo. Ma la musica non è né di destra né di sinistra. Mi fa piacere anche che Bondi mi apprezzi, lo dico sinceramente».
Infine i progetti per il futuro. «Voglio tornare a fare pezzi festaioli - rivela Jovanotti - ma ora il tempo è sospeso, quando sono in tour non riesco neanche a leggere un libro. Vorrei arrivare a fare uno show potente come Springsteen o gli U2. Ma anche avere il tour esaurito in prevendita va bene, è una libidine così come in passato è stato bello per me essere n.1 in classifica contemporaneamente in Israele e in Palestina. Ora uscirà il nuovo singolo Safari con il video girato a Rio de Janeiro, per me molto bello»....Ciao e alla prox!

venerdì 9 maggio 2008

Ancora il LIGA..con CD,DVD,e Stadi da riempire!

All'ascolto de "Il centro del mondo", il singolo che da oggi le radio cominciano a trasmettere. E' una ballatona rock che sale, il tema è quello del viaggio come metafora ("Portami dove mi devi portare/Africa Asia o nel primo locale"). Ma Corrado Rustici, che è il nuovo arrangiatore-produttore di Ligabue, ha overprodotto questi brani, caricandoli di suoni in modo esasperato. Il singolo futuro sarà "Il mio pensiero", un sogno malinconico e secondo me un poco più efficace, che il Liga così racconta: "E' la parte mia più sfigata, di rimpiangere quello che non ho invece che godere di quello che ho". Terzo inedito dell'album "Secondo tempo" è "Ho ancora la forza", la canzone che egli scrisse con Guccini, da lui incisa nel 2000.
Un Liga più pop-rock esce da questo disco di pezzi incisi fra il '97 e lo 05, più gli inediti, che sarà in vendita dal 30 maggio. Il 4-5 luglio andrà poi in tour, partendo dai due concerti a San Siro (il primo è esaurito).
Nell'incontro con Luciano Ligabue in Wea, egli ha parlato anche di un progetto all'Arena di Verona: "Saprete presto". Sembra siano 7 sere di concerti, in settembre.
E finalmente è stato affrontato il tema del suo rapporto con Vasco. Per la prima volta i due si confronteranno nella stessa stagione, negli stadi. Ora Vasco ha raddoppiato già quasi tutto, non è che sia elegante mettersi qui a contare.
Ma il mio amico Fegiz in conferenza ha tirato fuori la guerra di cifre scoppiata l'anno scorso per i concerti, e l'annoso problema della competizione: che riguarda più i team dei due artisti, che non loro in persona.
Liga è stato carino. Ha detto: "Ci siamo incontrati, con Vasco, poche volte, ma è sempre stato molto divertente. Lui è veramente una persona simpatica. L'ultima volta, ci siamo visti perché lui mi ha cercato per farmi firmare l'appello per la depenalizzazione delle droghe leggere".
"E' vero che facciamo molte cose uguali, ma ognuno fa la propria strada. La musica non è un gioco al massacro ma una opportunità che ha la gente. Io non scelgo fra Beatles e Stones, ho avuto bisogno di entrambi. Nella musica, la qualità del giudizio è più importante della quantità. Se poi le due cose coincidono, meglio,come dalle torto ha due mostri sacri della musica Italiana..non c'e' che dire direi..bene alla prox..mi attende il "SALONE DEL LIBRO"..Ciao!

giovedì 8 maggio 2008

RON...e il nuovo album collaborativo

L'amore in tutte le sue sfaccettature, ma anche l'amarezza nel nuovo album di Ron Quando sarò capace di amare, in uscita il prossimo 9 maggio. Un album che raccoglie il contributo di Mogol, Lucio Dalla, Alex Britti, Neffa e Renzo Zenobi. Il cantautore approfitta dell'uscita dell'album per parlare della propria preoccupazione riguardo la crisi del disco per risolvere la quale, a suo avviso, ci vorrebbe «un pugno di ferro».
Ecco perché Ron accoglie positivamente la posizione espressa nei confronti del cinema dal neo-sindaco di Roma Gianni Alemanno: «La nostra musica ha bisogno di un pugno molto forte - dice Ron -. Altro che fascista, Alemanno ha ragione. Gli artisti italiani non sono tutelati, non sappiamo come far ascoltare alla gente le nostre canzoni perché gli stranieri occupano il 99% degli spazi nelle radio. Se continua così diventiamo come la Polonia». Il guaio è che «siamo schiavi di un sistema che non ci permette di farci sentire - continua il cantautore -. Come molti colleghi, mi trovo in una situazione in cui non so come far ascoltare questo disco. La gente sente tantissimo la radio, ma nelle radio più importanti sono sempre gli stessi. Spero che arrivi una legge come quella francese che obblighi il 30% di musica straniera e il 70% di italiana». Altrimenti, Ron si dice anche disposto da andare di casa in casa a cantare le sue canzoni: «Secondo me - spiega - bisogna avvicinarsi di più alla gente».
Il nuovo album contiene, tra le altre, Evviva il grande amore, una canzone di Mogol che Ron incise nel lontano 1975: «Uscì in sordina, purtroppo, l'ho voluta riproporre. La registrai con un allora ancora sconosciuto Ivan Graziani che suonava la chitarra». Britti è poi protagonista di un assolo di chitarra blues in Stella che non splende, firmata da Kaballà; Lucio Dalla suona il clarinetto in Se vorrai, testo firmato da Neffa; Occhi ha un testo di Renzo Zenobi, mentre Sigillo del tuo cuore è liberamente ispirato al Cantico dei Cantici dal Vecchio Testamento. «Mi piace molto farmi aiutare e aiutare - dice Ron a proposito delle collaborazioni che molto spesso impreziosiscono i suoi album -. Quando si collabora ci guadagniamo tutti,come dargli torto!....Ciao!

Addio ai SIMPLY RED...Hucknall cambia pelle

Mick Hucknall come The Commitments. Molti ricorderanno il delizioso film che Alan Parker trasse nel '91 dal racconto di Roddy Doyle su un gruppo di squattrinati ragazzi di Dublino innamorati del R&B al punto di mettere su una band. Il loro dio è Wilson Pickett, che un giorno arriva in città per uno show. I ragazzi tentano invano di incontrarlo, di stringergli la mano, di guardarlo negli occhi. La limousine della star afroamericana si allontana nella notte...
A Mick, nato a Manchester quasi 48 anni fa ma di sangue irlandese, come testimoniano i suoi celebri boccoli rossi, è andata decisamente meglio. Dopo 25 di successi con i Simply Red, ormai ricco e padrone del suo destino, il "Rosso" dedica il primo album firmato solo col suo nome al cantante che, come Marvin e Aretha, riuscì a sottrarlo al punk nell'Inghilterra del '77: Bobby "Blue" Bland, carismatica voce blues emersa negli anni Cinquanta dal sulfureo alveo di Beale Street, a Memphis.
Robert Calvin Brooks, il vero nome di Bobby, oggi ha 78 anni e si diverte ancora a cantare ai festival, dopo essersi lasciato alle spalle più di 60 album, i tanti umili lavori sopportati mentre inseguiva BB King e Big Joe Turner e una vita da spezzacuori dal momento in cui il successo lo baciò nel 1957 con Farther Up The Road. Proprio il brano con cui si apre oggi il disco di Mick. Prima di pubblicare Tribute To Bobby, in uscita il 16 maggio, Hucknall vola in Tennessee nel novembre scorso per incontrare il suo idolo e riceverne il benestare (il faccia a faccia è documentato in un dvd allegato al disco). E la storia dei Simply Red arriva a una svolta.
"Questo è un progetto tutto mio - racconta Hucknall di passaggio a Roma -. E' l'inizio di una nuova carriera e di una nuova vita. Sentivo di dover cambiare rotta, di allontanarmi dai cliché dei Simply Red dopo 25 anni. Avverto l'energia che mi dà questo progetto e la asseconderò. I Simply Red, invece, saluteranno i loro fan con un tour mondiale tra 2009 e 2010. Glielo dobbiamo". Bobby "Blue" Bland suggella dunque la fine dei Simply Red. Perché proprio lui? "Ascoltai un suo disco per la prima volta nel 1977, all'Eric's Club di Liverpool. Era il momento del punk, ma io ascoltavo R&B, anche grazie a Roger Eagle, che poi fu nostro manager per un certo tempo. La voce di Bobby aveva un che di sofisticato, jazz... E poi quei testi, così carichi di dolore e tristezza, di amori tormentati. Mi ha influenzato ben prima che diventassi uno schiavo del successo".
Difficile immaginare il sorridente Mick Hucknall irretito da un repertorio intriso di oscura carica emozionale. "Ma anch'io ho i miei lati oscuri. Uno dei miei primi pezzi di successo, che composi e incisi con i Frantic Elevators prima di farlo con i Simply Red, era Holding Back The Years. Nel 1989 con la band rifacemmo anche If You Don't Know Me By Now di Harold Melvin & The Blue Notes. Oggi come allora ho messo in pratica il suggerimento di Hey Jude dei Beatles: take a sad song and make it better...".
Prendi una canzone triste e rendila migliore. Ma come? "In Tribute To Bobby ho tentato di fare mie le atmosfere dei 60's, un periodo magico per la musica. Con grande rispetto ma contestualizzandole al nostro tempo. Che per la musica è un tempo difficile. La cultura musicale è in decadenza, dove sono i Beatles e i Rolling Stones di oggi? La musica è frammentata, compressa, preda di una mercificazione senza anima. Un progetto come Tribute To Bobby è stato possibile solo perché mi sono allontanato dalle major".
Un progetto per il quale Mick chiede e ottiene un confronto con Bobby a lavoro ultimato. "Non nascondo che ero preoccupato dal suo parere. Siamo entrambi di umili origini. Io giovane povero a Manchester, lui nero nel Tennessee, entrambi spazzatura. Ma altro ci divide: l'età, il colore della pelle. Temevo il suo giudizio. Ho aspettato anni prima di sentirmi in grado di cantare le sue canzoni, la mia voce doveva maturare. Quando Bobby è entrato nella mia stanza all'Hotel Peabody, nel centro di Memphis, mi ha salutato subito con una battuta: 'Il tuo fraseggio è buono. Non come il mio, ma hai fatto un lavoro dannatamente buono'. Così mi sono rilassato. Ma il complimento più bello Bobby me lo ha fatto quando mi ha rivelato che era la prima volta che ascoltava qualcuno cantare senza cercare di imitarlo. E gli era piaciuto!"
E se a Bobby non fosse piaciuto? Mick avrebbe pubblicato lo stesso il disco che può cambiare il suo futuro? "In effetti non ho mai ragionato su questa eventualità. Credo che le cose non succedano a caso. Ho voluto rendere omaggio al meno noto dei miei miti, ho creduto in questa idea e ho sempre coltivato la speranza che a Bobby piacesse. E con questa speranza sono andato fino in America per fargli sentire il risultato. Sentivo che era la strada giusta per iniziare il mio percorso senza i Simply Red".
Rassicurato da Bobby "Blue" Bland, il "nuovo" Mick Hucknall, senza i Simply Red, si presenterà la prossima estate con un tour che toccherà l'Italia in quattro occasioni a luglio: 19 Aosta, 20 Brescia, 22 Roma e 23 Lucca. Che concerto sarà? "Introdotto da un documentario sulla vita di Bobby, il filmato allegato al CD. Contiene contributi di Van Morrison e BB King. Il concerto poi prosegue con i brani dell'album e con qualche sorpresa, tre o quattro canzoni in linea, tra cui una di King Curtis. A Montreux duetterò con Quincy Jones, che figurerà in una versione più ampia del documentario su Bobby".Bene io sono cresciuto con i SIMPLY...e devo dire che fa tristezza che anche la loro band si sciolga,...ma come si dice anche i bei matrimoni finisco..e il loro e stato uno dei piu' grandiosi..complimenti alla carriera..e sicuramente da solisti saranno grandi ugualmente...buon sangue non mente mai...alla prox....Ciao!

mercoledì 7 maggio 2008

Il 10 maggio parte "SAFARI"...di Lorenzo..JOVANOTTI

Il 10 maggio partirà da Rimini il Safari Tour di Lorenzo «Jovanotti». Safari si sta rivelando l’album dell’anno, si avvia verso il quinto disco di platino, e il tour sarà un grande abbraccio di gratitudine verso il pubblico che sta premiando questo lavoro con un successo senza precedenti. Si prevede il tutto esaurito in tutti concerti e sono ancora pochissimi i biglietti disponibili.
Il nuovo show di Lorenzo si annuncia come il concerto più tecnologico e allo stesso tempo più «biologico» mai entrato in un palasport italiano. Si tratta di una grande produzione non solo per i mezzi utilizzati ma anche per l’investimento in creatività.
Safari Tour viene definito dagli organizzatori come «un viaggio nelle emozioni attraverso i sensi, una vera e propria macchina per visualizzare i sogni». Il «pop avventuroso» di Lorenzo va in scena con un allestimento di grande impatto emotivo ma a zero emissioni.
Grazie a un accordo tra Trident Management ed Enel, quest’ultima si impegna a calcolare la cifra di Co2 prodotta da ogni concerto (elettricità, gas di scarico dei mezzi utilizzati per gli spostamenti del materiale e anche per i mezzi utilizzati dal pubblico per raggiungere il palasport), per poi finanziare progetti di riforestazione nella provincia dove c’è stato l’evento in quantità sufficiente da pareggiare il conto con l’atmosfera del pianeta.Un grazie a Lorenzo per salvaguardare anche l'ambiente visto che sempre gli artisti e addetti hai lavori si premuniscono di farlo..non come altri..bene appuntamento alla prox....Ciao!!!